Riflessioni semiserie

E’ meglio essere ottimisti ed avere torto piuttosto che pessimisti ed avere ragione.

C’è chi pensa che sia meglio essere pessimisti e non aspettarsi mai niente, così non fa niente se non si ottiene quello che si è cercato.
Io, però, non ci sono mai riuscita. Sono sempre stata portata a sperare e a lanciarmi in ciò in cui credo. E preferisco avere torto e sperare che fasciarmi la testa in anticipo.
Certe volte va; certe volte non va. Ma in fin dei conti, chi se ne importa?
Purtroppo, essendo anche poco tollerante, mi fa rabbia vedere le persone che si fanno totalmente avviluppare da questo pessimismo inutile. Non posso farci niente, è più forte di me. L’ho sempre visto come una cosa che non mi appartiene, non mi caratterizza e quindi negativa. E io il negativo lo allontano sempre da me.
Ricordo che agli esami di maturità scelsi il pessimismo come argomento generale per l’orale. Lo studiai bene ma non lo assimilai. Conoscendomi mi chiesero perchè avessi scelto proprio questo e io risposi “Perchè non mi appartiene. Voglio capire cosa si prova”.
Adesso l’ho capito, ma non lo condivido.

 

[Il titolo è un aforisma di Albert Einstein]

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6 thoughts on “E’ meglio essere ottimisti ed avere torto piuttosto che pessimisti ed avere ragione.

  1. Personalmente cerco sempre di rimanere imparziale nelle cose. Cerco di essere realista , ma talvolta la solita e purtroppo familiare ondata di pessimismo mi perseguita. E’ un caro regalo di mio padre. In tutto questo però a volte lo trovo utile. Come hai detto tu nelle prime frasi , se succede qualcosa di male non importa già lo si pensava ma se al contrario ci viene annunciata una buona notizia , in quel caso si può gioire e basta. Trovo giusto il ragionamento ma pedante e involontariamente inopportuno il carattere del pessimista. In tutto questo però , ammiro e invidio gli ottimisti , io non sarò mai così .. Quindi ammiro anche te 😉

    A presto , Marta.

    1. Grazie!
      Ovviamente non ho scritto una cosa perchè la reputavo ovvia. A scanso di equivoci la chiarisco: mi fa rabbia quel tipo di comportamento, sì, però riconosco benissimo che è involontario. Cioè, non ci autoimponiamo cosa pensare, come comportarci, è tutto istintivo. Mi fa rabbia perchè lo vedo come una maniera di abbattersi, una mancanza di “luce” sul proprio cammino.

      1. Assolutamente sì. Che poi è un abbattimento non solo per se stessi ma anche per le persone che ci circondano e me ne accorgo io che devo farci i conti gran parte della giornata -_-
        Oggi faccio il passo di qualità , ti aggiungo al blogroll 🙂
        A presto , Marta!

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