Riflessioni semiserie

Non negare un beneficio a chi ne ha bisogno, se è in tuo potere il farlo.

Ultimamente non so cosa mi stia succedendo, incontro per strada tantissima gente che chiede l’elemosina o pulisce il vetro, vende fazzolettini o accendini; cose del genere comunque. Il punto è che prima sentivo qualcosa dentro quando queste persone mi si avvicinavano, ma poi si calmava. Adesso non si calma più: se dico “no” il senso di colpa che mi rimane dentro è atroce.
Ad esempio l’altro giorno, nel pomeriggio, stavo andando in palestra e mentre camminavo vedo che c’era un signore tutto sporco seduto per terra, la schiena appoggiata ad un palo, che aveva un cartello davanti che non ho letto bene, ma più o meno diceva che è padre, ha dei figli da sfamare e non possiede nulla. Gli sono passata accanto e non gli ho dato nulla. Nel momento in cui l’ho superato e gli ho dato le spalle mi sono sentita un verme. Chi sono io per non aiutare una persona che ha bisogno? Chi sono io per ignorarla in questo modo? Di sicuro se do anche una monetina non muoio di fame e di stenti perchè grazie a Dio non ho problemi. Mentre queste persone stanno sedute per terra, sporche, al freddo e non possiedono nulla.
Insomma, mi sono fatta le mie due ore in palestra e prima di uscire da là mi sono messa in tasca quelle poche monetine che avevo nel portafoglio. Ho pregato di ritrovare quell’uomo dove lo avevo lasciato due ore prima e per fortuna c’era. Gli ho messo qualche soldino nel cappello che aveva davanti e ho visto che non c’era niente dentro. NESSUNO SI ERA DEGNATO DI DARGLI NEANCHE 10 CENTESIMI. Ma quanto sono indegne le persone? Mentre io dentro di me marcivo e mi sentivo uno schifo per avergli negato un ipotetico pezzo di pane gli altri se ne infischiavano alla grande. Quello mi ha guardata, mi ha detto “grazie signora” e mi ha fatto un sorriso. Probabilmente non ci avrei dormito la notte se quel signore non lo avessi ritrovato là.

Adesso non voglio fare la figura della santa o di quella buona a cui manca solo l’aureola e poi è completa. Non m’interessa. Era una cosa che sentivo dentro e che per ora sento sempre più forte. Ad esempio quando sono con i miei amici e nei locali si avvicinano i tizi che vendono le rose (portachiavi ecc.) io do loro una monetina e dico “tieni pure la rosa, prendi solo questo”, oppure stessa cosa ai ragazzi che s’improvvisano posteggiatori e a quelli che ti puliscono il vetro della macchina. Non ce la faccio a dire di no. Però ovviamente non sono la prima stupida che dà soldi a chiunque, perchè ci sono anche quelli che ti chiedono soldi e si vanno a bucare. E poi magari sarò anche semi-razzista: agli africani e agli asiatici dare tutto, ma agli zingari niente. Ancora non capisco com’è che hanno i denti d’oro se non hanno nemmeno i soldi per mangiare. Non quadra. In ogni caso quando una persona è sincera e meritevole lo capisci dallo sguardo: o gli leggi la fame, la disperazione negli occhi, o li tiene bassi per conservare quel minimo di dignità che stando seduto per terra, tutto sporco hai quasi perso.

[Titolo: una frase di Salomone]

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20 thoughts on “Non negare un beneficio a chi ne ha bisogno, se è in tuo potere il farlo.

  1. Anch’io sono un po’ come te. Ma attenta, nove su dieci ci marciano. Mi sono trovata a offrire un panino a uno che diceva di avere fame, non l’ha voluto, voleva soldi (per andare ad ubriacarsi, forse). Ho visto una medicante alla quale avevano dato marmellate e latte buttarle nella spazzatura pochi minuti dopo. E il cappello, lo svuotano, perché se è vuoto la gente si impietosisce. E lo stesso fanno quelli che mendicano tenendo i cani, sanno che le persone saranno più magnanime vedendo che a soffrire c’è anche un animale. Inoltre considera che per alcuni di loro chiedere l’elemosina è una scelta, uno stile di vita.
    Anch’io mi sento in colpa quando tiro dritto, anch’io cerco di dare quando posso, ma cercando di non farmi abbindolare.

    1. Esatto, nemmeno io mi faccio abbindolare. E ho imparato quando ero piccolina e ho scoperto che un tizio che chiedeva soldi vicino casa mia (a cui non ho mai dato nulla per fortuna), invece di mangiare se li andava a giocare al videopoker.
      Solitamente quando una persona è sincera lo capisci 🙂

  2. Io se c’è una cosa che non sopporto sono quei gruppi di 2-3 ragazzi che si trovano sempre ovunque e che chiedono un’offerta perchè loro sono portavoce di un gruppo che aiuta i bambini malati di [malattia del momento] , una cosa incurabile , guarda!

    Mi danno così fastidio che ora ogni volta che vado in giro a chi mi fa scenate simile , rispondo a brutto muso sembrando volontariamente scortese.

    1. Vabbè, quello già è diverso, non chiedono soldi per sè, ma per i malati di una malattia random. A quelli non do mai nulla, chissà dove vanno a finire i soldi poi!
      Io parlo dei veri poveri che non hanno proprio niente. Quelli che girano in rappresentanza di altri, non li considero neanche 😛

  3. Secondo me, la monetina più che a loro serve a noi. Come dici tu, passare accanto ad una persona a terra non lascia indifferenti e quindi la monetina ci aiuta a non sentirci in colpa, un pò come scaricarsi la coscienza. Il problema è che non tutte le città sono in grado di affrontare queste situazioni, altrimenti sarebbe molto più utile chiamare un centro di assistenza che assicuri pasti caldi, letti per dormire, medici, inserimento lavorativo…

    1. Probabile. Magari è un 50 e 50 tra qualcosa che serve a loro e qualcosa che serve a noi. Io se avessi tempo e possibilità farei tante più cose, ma purtroppo non arrivo nemmeno a vivere la mia vita quotidiana, che mi manca sempre il tempo! Mi piacerebbe tantissimo fare quelle cose tipo City Angels, però non posso.
      Hai ragione, le città non sono attrezzate.

  4. è brutto da dire ma purtroppo per quanto uno può fare non sarà mai stato fatto abbastanza per “coprire” tutti.
    Io ho imparato a selezionare: a roma ci sono venditori/musicisti/farneticatori/cantastorie/lavatori/sfruttatori-di-bambini-con-occhioni-dolci ad ogni angolo..e purtroppo se vuoi sopravvivere e fare vivere devi saper capire se veramente quei tuoi 20cent andranno a quel morto di fame o al suo pappone di turno!

  5. posso solo darti ragione. Quelli che hanno veramente bisogno sono anche quelli che hanno molta vergogna a chiederlo…E c’è un sacco di gente che sfrutta la situazione!

  6. Continua così! 🙂 La sensibilità e la capacità di provare empatia sono grandi doti e non sono proprie di tutti. Se più persone le avessero, il mondo andrebbe meglio.

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