Riflessioni semiserie

Quello che solo noi conosciamo

Perchè dobbiamo sempre condividere tutto con chiunque?
Perchè dobbiamo rovinare la magia di qualcosa che solo noi e un’altra persona sappiamo?
I sentimenti, le sensazioni, se vengono sbandierati si perdono.
Ogni tanto gli altri lasciamoli fuori dal nostro mondo…

 

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20 thoughts on “Quello che solo noi conosciamo

  1. È giusto così e lo dico perchè l’ho sperimentato. È come se essere sincera del tutto con una persona ti privi completamente della magia di qualcos’altro.

    1. Già. E poi non è che qualcuno ci costringe. Ad esempio (esempio scemo ma calzante) se ho un amico con cui ho un rapporto speciale, perchè devo raccontare tutto al mio fidanzato? Oppure, perchè dovrei raccontare agli altri di me e del mio ragazzo o dell’amicizia tra me e una mia amica? Io preferisco tenere tutto per me.

  2. Proprio tutto no , essere completamente ermetica non è neanche giusto. Però insomma trattenere per se alcuni aspetti sì volentieri.
    Io quell’amico l’ho perso , infatti.

    1. No, appunto, hai ragione, tutto no perchè comunque la condivisione è un bisogno primario per l’essere umano. Spesso fremiamo per manifestare agli altri le nostre emozioni. Però io credo che quelle più intense, quelle più forti, come una forte amicizia, un forte amore, siano più al sicuro restando “segrete”.

  3. Forse è così , o forse no. Il bello dell’essere umano ( che per una ragione che io devo ancora capire , a me risulta difficilissimo da accettare ) è che si comporta come meglio crede.

    1. E guai se non fosse così! Per fortuna esiste il libero arbitrio. Era una constatazione che facevo pensando a quanto sono riuscita a mantenere vivi i miei rapporti (in generale, non solo amore) più belli tenendoli solo per me e pensando anche a delle cose che aveva scritto una ragazza poco fa altrove.

  4. Intendi dire quando qualcosa, un “segreto” per esempio, a cui tieni molto viene sbandierato ai quattro venti? Ti capisco benissimo e sono d’accordo che “quello che solo noi conosciamo” e’ appunto nostro e decidiamo noi se dirlo in giro oppure no.

  5. sono perfettamente d’accordo, sia per le belle emozioni che per quelle brutte, molto spesso è meglio tenerle dentro, viverle, anche perché quasi sempre, dopo un po’, assumono contorni diversi!

  6. A mio parere, condividere è a volte un istinto o un bisogno irrefrenabile. Ad esempio, se si è felici o particolarmente euforici sorge istintivo il desiderio di rendere partecipi gli altri di ciò. Eppure, così facendo si rischiano grosse delusioni.

    In primo luogo, raccontando tutte le proprie emozioni o esperienze agli altri si rischia di banalizzarle, perché, sottoposte al giudizio e ai commenti di chi è troppo diverso da noi, assumono una fisionomia differente. Si deformano, insomma, estenuandosi e a volte svilendosi. In secondo luogo, c’è sempre il rischio di restare vittime dell’invidia altrui.
    Dulcis in fundo, alcune emozioni sono così speciali da diventare incomunicabili, perché non esistono parole adeguate per descriverle. Come si fa a descrivere adeguatamente l’infinito? Non si può. 🙂

    1. Ciao Romina 🙂
      Come sempre riesci a cogliere perfettamente quello che intendo e quindi ci capiamo benissimo. Non aggiungo nulla al tuo commento perchè hai spiegato esattamente quello che magari nelle mie parole poteva essere implicito.
      Aggiungo solamente che forse il tuo ultimo articolo si può accostare bene al mio: io parlo del non condividere le belle emozioni per non rovinarle e tu del non condividere le brutte emozioni per non rovinarsi 🙂

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