Stralci

Carpe diem

Mientras por competir con tu cabello
oro bruñido al Sol relumbra en vano;
mientras con menosprecio en medio el llano
mira tu blanca frente el lilio bello;

mientras a cada labio, por cogello,
siguen más ojos que al clavel temprano,
i mientras triunfa con desdén lozano
de el luciente cristal tu gentil cuello;

goza quello, cabello, labio y frente,
antes que lo que fué en tu edad dorada
oro, lilio, clavel, cristal luciente,

no sólo en plata o víola troncada
se vuelva, mas tú y ello juntamente
en tierra, en humo, en polvo, en sombra, en nada.

[Mientras por competir con tu cabello – Luis de Góngora y Argote]

Mentre per gareggiar coi tuoi capelli
L’oro brunito al sol riluce invano;
mentre con sprezzo la tua bianca fronte
si volge al giglio bello in mezzo al piano;

mentre gli sguardi colgono il tuo labbro
quasi fosse garofano novello;
mentre trionfa con disdegno vivo
sul cristallo lucente il collo bello;

godi capelli e fronte, e labbra e collo
prima che quel che fu in tua età dorata
oro e giglio, garofano e cristallo,

muti in argento od in viola estirpata;
non solo, ma ad esso unitamente
in terra, in fumo, in polvere, in ombra, in niente.

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10 thoughts on “Carpe diem

  1. Veramente stupenda.
    La traduzione, ingegnosamente imbrigliata nella metrica e nelle rime, ovviamente impallidisce di fronte all’originale, ma è pur sempre un buono strumento di comprensione per chi non conosce la lingiua spagnola.
    Sul piano dei significati, mentre piano piano, saltando fra originale e traduzione, cercavo di leggerla con la massima attenzione, sentivo sorgere in me una protesta, resa vana dalla chiosa finale. Cioè temevo che l’invito a godere il tempo fuggevole fosse solo nel confronto fra l’età giovanile e la vecchiaia, e la cosa mi sarebbe sembrata miope e ingenerosa riguardo alle occasioni di bellezza offerte anche dall’avanzare dell’età.
    Quel finale, così secco e inesorabile, che ci parla di morte, con quella parola finale: ‘nada’, ristabilisce invece una prospettiva del tutto condivisibile, benché molto dolente.

    La grande poesia ha sempre un’eco e immediatezza da canzone popolare.
    Qui ho ritrovato questa componente, fra le tante, in due espressioni:
    “el lilio bello”,
    “cristal luciente”
    e tutto l’intensissimo, ispiratissimo verso finale:
    “en tierra, en humo, en polvo, en sombra, en nada.”

    Grazie per questa bellissima segnalazione!

    1. Che dire? Hai colto perfettamente il significato più profondo della poesia.
      Come hai detto tu, non è un invito a godere della bellezza della giovinezza, ma a cogliere quanto di più bello la vita ci offra prima che sia troppo tardi, prima che arrivi la fine, per evitare che tutto vada sprecato.
      Il verso finale è una specie di climax, potremmo definirlo così. E’ come se ci fosse un effetto di dissolvenza, si parte dalla terra, solida materiale, passando per il fumo, la polvere, l’ombra, e arrivando infine al nulla.
      Sono d’accordo con te, anche sul fatto che la traduzione non renda giustizia all’originale, ma è quasi sempre sempre così. Essendo le lingue (e quindi anche le traduzioni) il mio campo, lo so bene: le traduzioni servono a rendere comprensibile qualcosa a chi non conosce la lingua originale, ma spesso (e in particolare nel caso della poesia) stravolgono la metrica, il ritmo, le allitterazioni, la rima e i vari effetti che un autore da al suo componimento.

      Sono contenta che ti sia piaciuta e ti ringrazio della tua analisi, che davvero è chiarissima e precisissima 😉

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