Passioni · Sproloqui

Avventure di una poliglotta

Come alcuni di voi sapranno amo le lingue, sia quella italiana che quelle straniere, le studio da sempre e le parlo abbastanza fluentemente, quindi sono poliglotta. Questo però – e chi ama e parla le lingue come me mi capirà bene – mi porta ad essere intollerante nei confronti di tutti coloro che sparano bestialità, hanno una pronuncia che fa inorridire (certo, quando sono colleghi tuoi, è veramente penoso) o fanno i “so tutto io”. Questi ultimi sono i peggiori. Sono quelli che vengono a dirti che lo spagnolo, basta che metti una s alla fine di ogni parola ed è fatto, o che l’inglese è la lingua più fessa del mondo. Cari miei, allora non avete idea di cosa siano i multi-part verbs, i periodi ipotetici, la linguistica e le preposizioni. Senza considerare il fatto che lo spagnolo di cui parlano tutti è il castigliano, ma ci sono tanti altri “spagnoli” che nessuno considera.

Comunque, noi poliglotti abbiamo un destino triste. Innanzitutto ci capita spesso di mischiare le lingue che conosciamo mentre parliamo, confondendo l’interlocutore, che di botto avverte l’impulso di spaccarci un vaso in testa. Per non parlare, invece, di quando stiamo parlando, ad esempio, in italiano e non ci sovviene un termine che però abbiamo sulla punta della lingua tradotto in qualsiasi altra lingua del mondo. Può succedere anche che si impasticcino i costrutti. Un esempio di ciò che io stessa sono stata capace di dire l’anno scorso a mio padre:

Quando sono quasi di scendere dalla macchina… (da when I’m about to get off my car)

Ma tra tutte queste disavventure, la più brutta è questa: se siete poliglotti, potrete incontrare tutte le persone straniere che volete, ma nessuna, e dico nessuna, si fermerà mai a chiedervi un’indicazione o un aiuto. A voi preferiranno sempre il vostro amico che a stento parla italiano.

Poco fa, per esempio, sono andata al bar a prendere qualcosa di pronto per il pranzo, perchè quando mio padre non pranza a casa, ci sbizzarriamo con le meraviglie che cucinano in questo posto. Arrivo e c’erano 4 americanoni (ma poi oh, li fanno con lo stampino negli USA? Dal metro e novanta in su, biondi e muscolosi, tipo quelli dei film che fanno gli addestramenti militari) che si stavano scegliendo delle pizzette o non so cosa per mangiare. Siccome nessuno mi ha chiesto niente, mi sono guardata la scena compiaciuta, dall’alto della mia sapienza U_U (e vedi che sapienza! Proprio un genio!): quei poveracci che non riuscivano a fare capire a quello al bancone cosa volessero, e poi, al momento di pagare, il tipo della cassa che non riusciva a dire a uno di quelli che dovevano pagare 5,30 € e continuava a dire “five three, five three”. Alla fine ha dovuto mostrare il totale nel display della cassa e quello ha capito, ma era comunque confuso con gli eurocent. Che mondo!

In realtà è brutto anche quando vai in libreria, ti metti a dire meglio che puoi i titoli dei romanzi stranieri che cerchi e quelli ti rispondono “Ah, il Lazzarìllo del Tormes (Lazarillo de Tormes)? Sì, ora lo prendo. Ah, cerco anche La vida essuèno (La vida es sueño)”. Per non parlare di (la pronuncia) “praid en pregiudàis”, ORRORE!!! Vorresti ucciderli ma devi controllarti.

Che vitaccia…

Aggiornamento – Scusate il romanzo, ma avevo dimenticato il lato positivo di tutto ciò: ottimi motivi per sposare una laureata in lingue (da un gruppo di FB geniale, ne ho presi solo alcuni):

– Perché potrete andare in vacanza dappertutto senza rischiare di venire tragicamente fraintesi

– Perché chi ha studiato lingue ha la mente molto più aperta e vacanziera di tutti gli altri laureati…

– Perché così potrete smetterla di cantare le canzoni inventandone le parole!

– Perché, dopo aver frequentato un corso così male organizzato, ha di sicuro un’ottima capacità organizzativa!

– Perché potrete vedere i film in lingua!

– Perché ogni sera si mangia internazionale, tanto a lei interessa solo vedere se riesce a tradurre in tempo reale i cibi scritti sul menu!

– Perché avrà meno difficoltà a capire il linguaggio maschile

– Perché se viaggi con lei, nessuno potrebbe spennarti!

– Perché ha una memoria inesauribile

– Perché non ha difficoltà a montare i mobili con le istruzioni in tutte le lingue, tranne che in italiano!

– Perché non sbaglia i congiuntivi…

– Perché assorbe il meglio da tante culture diverse

Ottimo, no?

 

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51 thoughts on “Avventure di una poliglotta

  1. ;-)…è per questo che parlo il pisese!!!
    tradotto “pisano”.
    …sai che a Pisa è pieno di turisti..son tanto teneri..perchè si portano appresso il vocabolario…
    com me vanno di bene in peggio….ma la torre la trovano sempre…ce li mando diretti con l’autobus.de lain red!!!
    Su dai…non ti arrabbiare con me…de red linea…dipende dall’ispirazione del momento!!!

    mi ci vorrebbe una brava madrelingua….ma la vedo dura!!!
    So due parole in arabo…buongiorno amore….un te lescrivo perchè m’incarto su me stessa….ma te le sai pronunciare bene!!!
    che fatica esser pisana!!
    🙂

    1. Opssss, avevo dimenticato di scrivere l’ultima cosa ahaha vabbè, l’ho aggiunta dopo!
      Ahahaha, l’arabo non lo parlo, mi manca! Quindi potresti benissimo infinocchiarmi, non capirei un tubo!

  2. mmmm il mio inglese e’ totalmente scolastico . Diciamo che la musica che ascolto mi aiuta a mantenere l’inglese sempre sotto esercizio .
    Quando sono andato in Scozia devo dire che non ho avuto grossi problemi ; ‘ One stay here and one go to the bank ‘ !!! Ahahahah La frase di un ‘ simpatico ‘ scozzese nel sapere che io ed il mio amico avevamo dimenticato di prelevare
    Comunque in alcuni casi l’importante non e’ parlare la stessa lingua , bensi’ scambiarla . Un mio personalissimo motto 😀

    1. Ah, se non ci fossero le canzoni! Io l’inglese ho iniziato a studiarlo in prima elementare, a 5 anni. Avevamo un maestro di grammatica e una madrelingua, proprio londinese, bei tempi. Ricordo che mi esercitavo sulle canzoni delle Spice Girls (oggi al pensiero inorridisco, ma mi hanno aiutata tantissimo).
      Per farti un esempio, il costrutto wish + soggetto + simple past l’ho imparato grazie ai Pink Floyd (wish you were here), mentre la pronuncia di somehow grazie a Hugh Grant quando cantava Don’t write me off in Scrivimi una canzone ahahaha

      1. I wish I was a neutron bomb, for once I could go off
        I wish I was a sacrifice but somehow still lived on
        I wish I was a sentimental ornament you hung on
        A me e’ venuta in mente questa dei pearl jam 😀
        Si chiama Wishlist .
        Bellissimo il film che hai citato …

        1. Sì, sì, la conosco 😛
          A me quel film è sembrato un po’ scemotto, però c’è Hugh Grant e quando c’è lui per me è tutto bellissimo U_U

        2. Questa frase l’ho gia’ sentita .
          Ho imparato ad apprezzarlo pure io ( da attore ! ) . Notting Hill ? Uno dei miei film preferiti , anche perche’ c’e’ lei : la mia Julia 😀

        3. Io lo apprezzo da attore e da tutto ahahah poi sarà pure perchè è inglese, ma quando parla (ovviamente nella sua lingua) io vado in brodo di giuggiole. Notting Hill? Meraviglioso!

  3. Tu lo sai che io e le lingue non andiamo per nulla d’accordo, ecco perchè sono fidanzato con una quasi laureata in lingue (per la precisione inglese, spagnolo e arabo) :mrgreen:

      1. A dire il vero è stata per pura coincidenza ma vabbè 😛

        Pensa che ha parenti in America e quelli mi hanno chiesto quando ci andavamo insieme a trovarli. Ti immagini che figure di cioccolataio perchè parlerebbe solo lei? 😕

        1. Ahahaha eviti problemi. Ma comunque, il mio ragazzo di lingue non ci capisce quasi un tubo, e fidati, è meglio così. E’ meglio perchè si hanno passioni diverse e ognuno sta nel suo campo. Ad esempio, io amo le lingue che lui non sa, e lui adora la matematica che io non so. Perfetto 🙂
          Sai quanto sarebbe bello non capire un tubo? Ogni volta mi ritrovo gente che parla dei fatti suoi e sono costretta a capire cosa dice, oppure quando le persone sparlano altre persone convinte che nessuno le capisca, mi faccio troppe risate!

        2. Ihihihih allora quando vorrò dirti qualcosa che non dovrai capire ti scriverò in sardo così il problema è risolto XD

  4. Carinissimo l’articolo! E non posso credere di averlo letto proprio oggi, che mi è successa una cosa simile a quella che hai raccontato alla fine del post.
    Ero in stazione ed una signora inglese si avvicina ai controllori per chiedere informazioni su una particolare linea ferroviaria. Questi, che non spiccicavano nemmeno una parola d’inglese, continuavano a risponderle in italiano, nonostante l’aria spaesata ed interrogativa della signora. Poi uno di loro si è superato ed ha detto “il TREN per Viterbo”, convinto che “tren” fosse una parola inglese, ottenuta togliendo semplicemente l’ultima vocale.
    Mamma mia che spettacolo orrendo! Esattamente come dici tu, è ancora più tremendo per noi che amiamo le lingue. A proposito…io studio inglese, spagnolo e tedesco, tu che lingue parli? 🙂

    1. Ahahaha fantastico! Comunque alla fine con “tren” s’è solamente perso una i, stava per farcela!
      Io ho studiato (e studio) inglese, spagnolo, francese e neogreco 🙂 Il neogreco è un po’ arrugginito perchè dovrei rinfrescarlo ogni tanto 😛

        1. Ahhh, perfetta proprio no!
          Comunque il neogreco è bellissimo. A me non è venuto per niente difficile, dato che avevo alle spalle il greco antico. Dicono che siano molto diversi, ma alla fine quello è, ovviamente molto semplificato.
          Tra le lingue che amo ci sono anche il latino e il greco comunque; lingue morte sì, ma stupende. Ero l’unica folle che in classe era raggiante quando c’era versione O_ò
          Se l’anno prossimo do di matto, mi metto a fare russo!

  5. In realtà quando a 20 anni ero in giro per la Spagna usavo la S alla fine ma con la cadenza lombardo-veneta e soprattutto iniziando OGNI frase con “bueno”.
    Così come in inglese si inizia ogni frase con “well”.
    😉

        1. No, io zero totale. E poi ne sparo anche tanti eh, e alcuni anche pesanti, senza ovviamente accorgermene. Vedo la gente che ride intorno a me e non capisco mai subito perchè 😦

        2. Almeno tu l’hai hapito il mio doppio senso ? A questo punto non saprei se la micina ci ha fatto haso . Vabbe’ , non e’ poi hosi’ importante .

  6. ti capisco perfettamente…io parlo il rumeno, l’italiano, l’inglese e il norvegese. Lo spagnolo lo capisco benissimo però nn lo parlo, dato che nn lo mai studiato, però lo farò in futuro.
    Ti ho appena scoperta e ho notato che abbiamo un sacco di cose in comune: la passione per i libri, il mare e le lingue e l’amore per il Milan e la Sicilia 🙂
    Sarà un piacere leggerti 🙂
    Hank

    1. Ciao Hank, benvenuto!
      Il rumeno mi piacerebbe tanto impararlo. Mi ci sono accostata grazie alla filologia romanza, sembrava tosto. Il norvegese invece dev’essere bellissimo 🙂
      Il piacere è mio!
      A rileggerci 😛

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