Riflessioni semiserie

Reazioni

Ieri, parlando con una mia amica, ho avuto un’ulteriore conferma del fatto che siamo davvero tutti diversi, e nello specifico ci sono tantissimi modi di reagire al dolore. Parlavamo della fine di una storia importante e mi ha detto che c’è stata molto male ma poi l’ha superato e adesso sta bene, o almeno si spera. A me è capitata una cosa simile l’anno scorso. L’estate scorsa infatti io ho deciso di chiudere la storia che stavo vivendo per dei problemi particolari (nessun tradimento, nessuno sgarbo nei miei confronti). Siamo stati separati per circa 3 mesi ma non ho sofferto. Io reagisco diversamente di fronte a questi “traumi”, non sono una persona che piange e si distrugge: mi sono chiusa, ho fatto reset e mi comportavo come se non fosse successo niente, ma intanto il mio cuore è diventato di pietra, non ero io, non provavo più nulla ed ero quasi inespressiva. Poi mi ha contattata, piano piano abbiamo ripreso a parlare un po’ (anche perchè non so portare rancore, quindi nonostante tutto non gli avrei mai negato la semplice conversazione), ci siamo riavvicinati e siamo tornati insieme, meglio di prima. Mi piace pensare che la mia decisione di rompere abbia contribuito a dargli una svegliata e a fargli capire che se si bloccava in quel modo (perchè aveva avuto problemi suoi, ritrovandosi ad essere una persona totalmente diversa da quella che conoscevo) non faceva altro che perdere tutto ciò che aveva, che bisogna aprirsi e farsi aiutare e sostenere, quando se ne ha bisogno.
In quei tre mesi anche se non mi sono disperata, credo di essere stata male a modo mio. Ho paura, però, di aver solo messo da parte certe sensazioni, perchè mica le avevo dimenticate. Era come se le avessi messe in un cassetto e avessi chiuso questo cassetto: tutto messo da parte, ma non cancellato. E ho paura che se avessi aspettato un altro po’ questo cassetto si sarebbe riaperto buttando fuori tutto all’impazzata.

In realtà non mi lascio mai andare, non mi va che tutti vedano e sappiano che cosa sto provando, se sto male. Ed è per questo che spesso me ne vado in giro con un bel sorriso, ma dentro c’è tutt’altro.

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17 thoughts on “Reazioni

  1. Ognuno esprime la sofferenza a modo proprio,non esiste una maniera giusta o sbagliata di buttare fuori emozioni,vissuti,ed esperienze che in qualche modo ci feriscono.
    Per come vedo io le cose,è importante,direi fondamentale,il dialogo..parlare dei nostri scazzi con qualcuno,anche a noi stessi..lo scopo è quello di svuotare in qualche modo il vaso di Pandora per non far succedere caporetto in un secondo momento 🙂
    Sai,tutti abbiamo una soglia della sopportazione…di solito chi come noi ha un’ampia soglia della sopportazione,nel momento in cui la goccia fa traboccare il vaso è tabula rasa per tutto…facciamo tanto di quel casino che alleggerirsi delle zavorre quotidiane giorno dopo giorno è la soluzione migliore 🙂

    1. Hai ragione. Io fino a qualche anno fa non mi aprivo quasi mai, poi ho imparato. Adesso parlo con alcune persone, ma mai troppe. Non mi piace che tutti sappiano o vedano come sto. Amo la riservatezza.

      1. Capisco il carattere perchè sono molto simile anche io,non amo sbandierare i miei stati d’animo ai 4 venti,anzi,se ho la possibilità,tendo perennemente a nascondere quello che provo,proprio per non avere l'”ingombro” di dover dare spiegazioni agli altri..
        L’immagine che hai utilizzato questo post è semplicemente splendida,è racchiude in sè tutto quello che vorrei dire riguardo al mio carattere 🙂

  2. “In realtà non mi lascio mai andare, non mi va che tutti vedano e sappiano che cosa sto provando, se sto male. Ed è per questo che spesso me ne vado in giro con un bel sorriso, ma dentro c’è tutt’altro.” …Poche persone sanno cosa provo nel momento esatto in cui lo sto provando. Preferisco combattere le sofferenze e gioire di qualcosa per conto mio prima di gettarlo in pubblica piazza =)

  3. Credo che per i dolori più “sopportabili” il tuo atteggiamento sia il migliore; lagnarsi con tutti, infatti, non fà altro che concentrare la nostra attenzione sui nostri guai, rendendoci praticamente impossibile pensare ad altro e quindi uscirne. Ci sono altri tipi di dolore, però, che vanno necessariamente affrontati alla luce del sole perchè, a portarseli dentro, si finisce, con il tempo, per ammalarsi, anche fisicamente. Sono sempre stato convinto che la maggior parte deelle malattie derivi da malesseri interiori celati…. che, in un modo o nell’altro, devono venire fuori, per poter essere risolti.
    Che strano, è la seconda volta oggi che mi ritrovo ad affrontare questo discorso….

    Un caro saluto.

    1. Sì, sono d’accordo, però “alla luce” del sole non significa ai quattro venti. Io credo che i problemi si possano risolvere privatamente, basta avere le persone giuste accanto 🙂

  4. “perchè aveva avuto problemi suoi, ritrovandosi ad essere una persona totalmente diversa da quella che conoscevo”

    Tanto per cambiare nuoto controcorrente e sarei curioso di sapere la Sua versione dei fatti.

    1. Sono cose che non mi va di scrivere pubblicamente perchè sono troppo private, ma qui non si tratta di versioni differenti, ce n’è una sola. Ma non era questo il punto dell’articolo 🙂 Quella cosa si è risolta e anche molto bene.

  5. Sono riservatissima anch’io. solo che ho la sfiga di trasformarmi in viso. Quando sto male si vede, c’è poco da fare. Pensa che in alcune circostanze qualcuno non mi ha riconosciuto O_o

  6. Vale, non sei un’aliena. Tranquilla 🙂
    Ognuno ha il proprio modo di metabolizzare certe cose.
    Quando sto male sto male, non ci stanno santi! Sorrisini di qua e di la ma non ci casca nessuno.

  7. credo che ci sia una gran differenza tra lasciare ed essere lasciati ….
    quando tu lasci una persona in fondo gia c’è qualcosa che non va ,gia c’è qualcosa che si è spento e quindi la sofferenza (se di sofferenza si possa parlare) è diversa di quando si è lasciati …..perchè quando si è lasciati non per proprio volere e totalmente diverso …ami ancora al 100% il partner e non capisci perchè e allora non ti dai pace e ci stai male soffri come un cane …..quindi credo che bisogna fare una differenza tra lasciare ed essere lasciati…..e di conseguenza cambiano anche le reazioni…..

    1. Sì, ma in quel caso non si era spento niente, era la situazione che era ingestibile e pur essendo stata io a lasciare, non è stata una di quelle cose che fai perchè l’altra persona non t’interessa più. E’ successo anzi perchè causava problemi ad entrambi in quel momento.

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