Riflessioni semiserie

I bambini

Premetto che non voglio mettermi a dare lezioni di vita a nessuno anche perchè non ho figli e sono l’ultima persona in grado di poter insegnare agli altri come si fa il genitore, ma credo che certi concetti siano basilari.

I figli purtroppo li fanno tutti e dico purtroppo perchè certi bambini poveretti vengono allevati peggio degli animali. Non mi riferisco a quei bambini delle famiglie disagiate, perchè per quelli la colpa non è loro, se mancano i mezzi è ovvio che si può fare un certo tipo di vita. Parlo dei bambini in buone condizioni di vita.

Oggi è venuta la signora a fare le pulizie e mi ha fatto pensare un po’. Ha 46 anni e già è nonna di un bambino di 4, perchè si sono fatti tutti la fuitina e anzi una volta mi disse che io a 21 anni ero in ritardo sulla tabella di marcia, perchè non ero fuggita col fidanzato e non avevo un bambino. Ma comunque… Questa signora ci parla spesso di questo nipotino, che ovviamente adora, ma che sta sempre male. Perchè sta male? Forse perchè mangia dalla mattina alla sera merendine? Forse perchè al bambino di 4 anni fanno bere il caffè ogni giorno? Forse perchè lo riempiono di pizzette e cose fritte? Ci sono tante ragioni, ma quando uno è testa dura finisce così: il bambino sempre in ospedale perchè ha la febbre (poi non capisco perchè per una semplice febbriciattola lo mandino sempre in ospedale), continue analisi del sangue, medicine e varie. Ma far fare a ‘sto bambino una vita più sana no?

Un altro esempio è quello di mia cugina piccola che ha 7 anni. Premetto che io non sono una grande amante dei bambini, non ho l’istinto materno, ma davanti a certe cose inorridisco. Questa bambina ha continuamente la puzza sotto il naso, molte cose non le mangia, chè io a costo di farle capire che la sua casa non è un ristorante e che quello che c’è si mangia, la lascerei digiuna per un giorno intero. Mi fa imbestialire quando la gente fa i capricci per il cibo, non si può sempre mangiare pasta con la salsa e cotoletta con le patatine! Come quando si va al ristorante tutti insieme per le grandi occasioni e ai bambini si dà il menu semplice; io a 2 anni mangiavo quello che mangiavano i grandi e non mi lamentavo. Comunque, ‘sta bambina mi fa veramente dare di matto perchè è di un viziato incredibile. Qualche anno fa mio cugino (suo fratello, che ora ha 19 anni) ha espresso il desiderio di poter prendere lezioni di chitarra e quindi gli hanno comprato la chitarra, gli spartiti ed è andato a lezione. La sorella che ha fatto? L’anno dopo ha voluto comprata la chitarra, a 4 anni, e loro gliel’hanno comprata. Gliene hanno presa una più piccolina però vera, comprata al negozio di strumenti veri. Questa la mia faccia 😯 E la stessa faccia ho fatto 3 giorni fa quando ho scoperto che la bambina a 7 anni ha il telefonino o quando sono arrivata a casa sua per salutare i suoi nonni che poveretti non sono potuti venire a festeggiare la laurea insieme a me domenica sera, e ho visto che c’erano un sacco di cose prese e buttate a terra. Ma dico io, nessuno le dice niente? Questa prende le cose, le butta per terra e le lascia là? Boh, non capisco.

Io da piccola ero monella, ma nel senso che volevo giocare sempre, niente di più. Non ero una bambina che chiedeva sempre (ogni tanto qualche Barbie, ma il 90% delle volte mi dicevano un bel NO, alla faccia che i figli unici sono viziati…), quando andavamo a mangiare fuori stavo sempre buona al mio posto e mangiavo zitta zitta quello che mi davano e non davo alcun fastidio. L’unica cosa è che ero curiosa quindi a casa di mia nonna volevo sempre aprire i cassetti per vedere cosa ci fosse dentro, e qualche volta, essendo piccola e quindi bassa, nella foga di aprirli mi cadevano addosso, ma risistemavo sempre tutto e mettevo in ordine. Poi odiavo anche sporcarmi, non ero una di quei bambini che si fiondano nelle pozzanghere o si sporcano dappertutto, tanto che ebbi dei problemi con la sabbia la prima volta che andai in spiaggia 😛

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62 thoughts on “I bambini

  1. sono totalmente d’accordo! io ricordo di aver ricevuto tantissimi “no”, e non mi pare di aver avuto particolari complessi. Anzi, mi hanno fatto un gran bene

    1. Si vede che abbiamo avuto un’educazione diversa. Io credo che debbano essere i figli ad adeguarsi alle regole della casa e non i genitori a dire sempre sì per paura che il bambino ci resti male. Altrimenti non si cresce più.

  2. Pienamente d’accordo su tutto con il tuo post, non bisogna educare il bambino ad essere grande, ma a comportarsi come la sua età richiede!!!
    Per quanto riguarda le malattie, l’alimentazione è fondamentale ma ho aggiunto un ulteriore ipotesi: i bimbi al giorno d’oggi stanno troppo in casa, io -d’estate- giocavo sempre per strada e la mia febbre ha raggiunto al massimo 38°, fino ad ora (e spero continui così) il mio corpo non ha mai superato quella temperatura. E i medicinali? Solo se indispensabili, se sono semplicemente raffreddata non prendo niente e sono ancora viva per raccontarlo, c’è gente che si prende l’antibiotico per un raffreddore O_O
    I bambini col cellulare poi non li capisco, a cosa serve? A niente, se non a perdere i migliori anni di gioco e gli anni in cui la fantasia deve viaggiare e non restare fermo al binario!

    Anzi no, sono in disaccordo con te solo su un punto: il menù bimbo è indispensabile perché il pranzo per adulti potrebbe essere troppo per loro,

    1. Sì, ma questo discorso lo puoi fare quando il bambino ha 3 anni, anche se sono del parere che debbano essere educati subito a mangiare tutto e a non fare gli schizzinosi, dato che c’è gente che muore di fame. Io ho dei cugini che a 15 anni ancora mangiano la pasta col sugo e la cotoletta con le patatine, ma scherziamo?
      Sarò dura, ma la penso così 🙂
      A me non hanno mai dato la pappina semplice solo perchè ero piccola, non mi hanno mai detto continuamente sì a tutto e sono cresciuta che non rompo le scatole a nessuno, non viziata e che non do fastidio a nessuno.

      1. Hai ragione, non ho specificato, Intendevo il menù bimbo nei ristoranti (soprattutto ai matrimoni), a casa dovrebbero mangiare quel che c’è…. non esiste proprio due pentole da lavare per la pappina al bimbo!!

  3. Mah guarda,per mia esperienza personale ho conosciuto amiche che hanno praticamente messo al mondo i figli per sfoggiarli come fossero un trofeo (book fotografici,concorsi su internet e stronzate varie),e soprattutto genitori che hanno zero spirito di sacrificio.
    Mi spiego meglio.
    Mettere al mondo un figlio,comporta comunque delle rinunce e delle attenzioni molto particolari indirizzate a questo nuovo fagottello:si fa più accortezza ai pericoli in casa,ad esempio,e si cerca di gestire al meglio eventuali abitudini che il piccolo o la piccola potrebbero prendere.
    Se tu fai prendere a tuo figlio l’abitudine che ovunque vada basta il suo “voglio quello..” per comprare mezzo mondo,in automatico lui crescerà con quella pretesa sempre perchè non capirà mai,senza un secco NO,che è sbagliato chiedere e pretendere le cose.
    Se a tuo figlio non insegni a usare forchetta e coltello ma a mangiare con le mani,lui ti farà fare le peggio figure di merda al ristorante perchè per come è cresciuto per lui mangiare con le mani è giusto.
    Guarda,in questi giorni,qui a Roma e provincia ha fatto un tempo catastrofico;la ragazza che ha diviso l’ombrellone con me in spiaggia,ha una bimba di quasi un anno…Sta tizia ha portato in spiaggia la figlia perchè:
    1) l’ombrellone mica poteva essere pagato a vuoto
    2) se rimango a casa devo comunque stare dietro a lei
    3) a casa proprio non mi va di rimanere

    ..insomma..ma se quello non ti va,quell’altro non ti va,quall’altro ancora idem,ma che cazzo li fai a fare i figli???? O_o
    Sembra quasi che qualcuno te lo imponga 😐
    I bambini maleducati e viziati vengono fuori da genitori che non sono da meno.
    Si diceva una volta che essere genitori è il “mestiere” più difficile di questo mondo,cosa credevano questi,che crescere un figlio significasse solo farlo uscire dal grembo materno e via?
    mah…..

    1. Io sono convinta che le buone abitudini debbano essere trasmesse da subito al bambino perchè non puoi prima insegnargli una cosa e poi cambiare, perchè farà sempre la prima. Ma hai ragione tu, i bambini che valgono poco sono solo il risultato di genitori che valgono poco.
      Questa ragazza ad esempio non aveva capito niente.

  4. Io sono stata sempre giudicata da parenti e espertine come quella che vizia i bambini. Mia figlia ha tutta la libertà di giocare in casa, di mettere disordine, al ristorante prende la cotoletta perchè mangia solo quello che cucino io, ma non mi ha dato mai problemi a scuola, è una bambina educatissima e rispettosa di tutti,mai litigato con altri bambini, se si trova in casa di altri non tocca nulla e non c’è bisogno che io glielo dica. Le stesse persone che criticavano me, adesso hanno dei figli, vivono in case lucidissime, i giocattoli servono per abbellire le loro belle camerette con la trapunta di seta perfetta sul letto, anche la tv è un soprammobile, perchè non è cosa buona nemmeno quella, altro che telefonino… ma quando vengono a casa mia salgono pure sul tavolo. Com’è sta cosa, eh? I bambini non sono macchine da programmare, sono persone con il proprio carattere e le proprie esigenze. Educare non significa soffocare la loro natura, bisogna capirli e rispettarli prima di tutto. E se poi a casa mia, mia figlia salta sul letto o gioca con i giocattoli sul pavimento, o al ristorante prende la cotoletta, che ve ne frega a voi, non ho mia capit 😛

    1. Non ho mica detto questo eh, non fraintendermi. Intanto di quello che fa tua figlia, non ho niente da dire perchè non la conosco, parlo di cose che m’infastidiscono sulla base di comportamenti di altri bambini. Non ho detto che i bambini debbano essere dei soldatini fermi, zitti e bloccati, dico semplicemente che bisognerebbe insegnare loro che non si può sempre fare tutto ciò che si vuole, che non si può distruggere la casa solo perchè gli va. A me darebbe molto fastidio se una mia ipotetica figlia, a casa di altri o al ristorante, facesse i capricci perchè “questo non mi piace, questo mi fa schifo e questo è brutto”.

  5. Uhm, discorso spinoso.
    Io sono per la libertà dell’esprimersi dei bimbi. Le mie sorelle condividono appieno questa visione.
    Non sono genitore ma ho fatto esperienza con i miei nipotini.
    Mia sorella non ha mai costretto J.T. a stare al suo posto, casa sua è una baraonda e mi piace. Sì mi piace perchè sa di vita, di persone felici, certo c’è casino ma chi se ne frega, è casa loro. Se non fa casino a casa sua dove dovrebbe farlo?
    Quando va in casa di altri, vuoi per soggezione, vuoi per un’educazione appresa senza costrizioni, è un santo, ha quasi paura di giocare per non mettere disordine.
    Quando vengono a trovarmi devo veramente pregarlo in ginocchio di fare ciò che vuole e non c’è verso che lo faccia.
    Andrew era il mio coccolo ma non l’ho mai viziato, gli ho fatto fare ciò che voleva perchè era un bambino e aveva tutto il diritto di vivere la sua età nel miglior modo possibile. Ho passato moltissimo tempo con lui ed ho capito che non voleva che gli si imponesse nulla, una volta mi disse “Zio B. io non sono cattivo”. Questa frase la porterò sempre con me perchè spiega tante, tantissime cose. Sono persone con sentimenti, ognuno con il proprio carattere che non può essere modellato altrimenti ti compri un cane e lo addestri a non fare la cacchina in casa.
    Il carattere di un bambino è delicato, non va traumatizzato con costrizioni, sanno quando limitarsi, soprattutto quando non sono nel loro territorio.
    La vita è già complicata di suo, perchè rendergliela complicata già da piccoli?
    Il bimbo del mio vicino ha un carattere esplosivo, non sta fermo un attimo, il giardino di casa sembra un campo di battaglia, crea più casino lui che il suo cane ma quelle volte che sono venuti da me oppure siamo andati al ristorante non ha mai fiatato o fatto capricci; da me ha sempre mangiato ciò che c’era e la stessa cosa capitava al ristorante.

    Sono dell’idea che a casa propria possano fare ciò che vogliono e se spaccano un vaso non serve andare lì e sbraitargli contro, basta far capire loro che può accadere ma che è meglio non farlo accadere. Hanno le loro personalità e meritano rispetto perchè sono persone proprio come noi (siamo nati per caso adulti?) perchè sono sensibili e gran recettori, se non sentono la fiducia e non si sentono rispettati non ti ascolteranno mai.
    Le punizioni, le costrizioni non le ho mai viste di buon grado, non forgiano il carattere lo traumatizzano 🙂

    1. Ho capito, infatti non parlo di punizioni. Per me non sta in piedi il concetto di “facciamogli fare tutto quello che vuole tanto è piccolo”, perchè altrimenti ti vengono su delle persone che non avranno rispetto per niente, viziate e che nella vita vorranno sempre fare quello che vogliono, mentre la vita reale queste cose non le permette.
      Non significa che i bambini che si adattano alle regole della casa, che non distruggano ogni oggetto della casa o che non buttino niente per terra siano stupidi. Significa che secondo la mia visione ci sono dei principi, e quelli vanno osservati sempre, sia che abbiamo 90 anni, sia che ne abbiamo 2.

      1. Ma non puoi generalizzare così. Chi ti dice che verrà su una persona senza rispetto per nulla? Viziatea?
        Parliamo di cos’è il viziare allora. Se a mio figlio permettessi di buttare per aria la sua stanza perché assecondo un suo momento di creatività sarebbe un viziarlo?
        E chi dice che un bimbo “represso” dal “questo no” venga su tirato a lucido e perfettino?

        Secondo me ci sono troppi luoghi comuni su queste “calamità naturali” che sono i bimbi in generale.

        Un genitore bravo non è colui che “restringe” il campo caratteriale di un bambino ma è colui che gli fa capire cosa sia giusto o sbagliato motivandolo, perché il “questo non si fa” senza una motivazione lascia il tempo che trova.
        Non sono persone stupide, sono persone che hanno un carattere proprio che non deve diventare il carattere di altri, in questo caso dei genitori.

        I mie principi si racchiudono in due semplici cose, il rispetto per gli altri e per se stesso e l’educazione.
        Da qui si dovrebbe partire sempre e comunque perchè ripeto inibire il carattere di un bimbo non serve a farlo crescere sano, serve a farlo crescere represso.
        Ognuno è libero di educare i propri figli nel modo che crede essere il migliore ma dare per scontato che un bimbo che lo si lasci formare caratterialmente senza imposizioni diventi uno scapestrato smidollato viziato lo vedo un tantino forzato come ragionamento.

        Non è detto che se mio figlio gli parte l’embolo al ristorante sia automaticamente un viziato. Bisogna vedere dietro quello sfogo cosa ci sia. E non serve nemmeno piazzargli in faccia due cinquini come vedo fare di solito o sfrantumargli le orecchie con urlacci da matrigna cattiva per farlo calmare.
        In genere con le persone si parla a prescindere dall’età. Poi se uno non ha tempo da dedicare loro, non ha tempo per ascoltarli, non ha tempo per fermarsi un attimo e capire perchè sono un momento allegri ed un momento dopo tristi, non ha tempo per comprendere il perché allora sarebbe meglio non metterli al mondo, perchè per tutto questo c’è ciccio bello.

        1. Non l’hai detto tu, l’ho detto io 🙂
          Perché, sempre secondo me, educare in un certo modo è un reprimere caratterialmente il bambino.

          Non era mia intenzione farti passare per cattiva figuriamoci, la mia era una considerazione generale che ha preso spunto da questa frase Per me non sta in piedi il concetto di “facciamogli fare tutto quello che vuole tanto è piccolo”… perchè altrimenti ti vengono su delle persone che non avranno rispetto per niente, viziate e che nella vita vorranno sempre fare quello che vogliono….

          Un conto è farlo schiantare dentro casa e fregarsene altamente un altro conto è prenderlo un minuto dopo che s’è schiantato e fargli capire il perchè non dovrebbe farlo, ma negare una cosa a prescindere la trovo una repressione.

        2. Sai, io ringrazio il cielo che i miei genitori mi abbiano spiegato che certe cose sono sbagliate, piuttosto che lasciarmele fare e vedermi piangere. Ripeto: meglio prevenire che curare. Gli errori sono capacissima di farli da sola, ma preferisco essere avvertita prima che non aver detto nulla e poi avere spiegato perchè ho sbagliato quando sono in lacrime. Perchè sono sempre riuscita a capire da sola perchè ho sbagliato o perchè evitavo di fare qualcosa. E non mi sento per niente repressa, anzi, mi sento una che ha evitato ed eviterà di fare tante cavolate perchè è stata avvisata prima di farle.

  6. spesso succede, quando si diventa genitori, che tutto quelle teorie o le cose che pensavamo di fare, vanno in frantumi, non so dirti perché ma quasi sempre tra la teoria e la pratica c’è un grosso divario!

    1. Ah su questo non c’è dubbio, ma se i tuoi figli ti distruggessero la casa perchè gli va oppure decidessero di non mangiare nulla di ciò che prepari dicendoti che gli fa schifo, che faresti? Li lasceresti continuare in questa maniera? Io sono dell’idea che è meglio prevenire che curare, insegnando queste cose fin dal principio, perchè poi, lasciandoli allo sbaraglio, resteranno capricciosi a vita.

  7. Nel post delle “10 cose che odio” c’era da inserire pure “marmocchi viziati”! 😉
    Un pò sono io che, per mia natura, non sopporto i bambini, un pò solo loro che mi fanno imbestialire! Quindi sono d’accordissimo con tutto quello che hai detto: l’esagerazione per una piccola febbre, il viziare i bambini comprando loro tutto ciò che chiedono, servendo loro il cibo che pretendono (che poi non si sa come riusciranno a conoscere nuovi sapori se mangiano sempre le stesse schifezze), il non rimproverarli perchè tanto sono bambini, sono piccoli, si devono divertire e siamo noi che dobbiamo essere più tolleranti e bla bla bla… Ma tolleranti un corno!!! Possibile che molti genitori non si accorgono che sono i loro figli ad essere insopportabili? Bah…a volte non saprei se arrabbiarmi con loro o con questi bambini (per non chiamarli altrimenti…)

    1. E già, che poi, diciamocelo, se si vuol dare ai bimbi una cosa più semplice e sana da mangiare, non credo che la cotoletta (fritta) e le patatine (fritte) siano la cosa più indicata. C’è stato un mio cugino che voleva sempre le patatine fritte e sua nonna gliele dava in continuazione; è finita che ‘sto bambino (ora è grande) per i problemi di stomaco una volta è svenuto e lo hanno portato in ospedale. Si sono levati il vizio.

      1. Si infatti c’è tanto altro cibo molto più sano e anche molto più buono! Va bene accontentarli qualche volta, farli contenti cucinando loro il piatto preferito, ma mica sempre! Capisco pure che i bambini possano essere restii a mangiare piatti elaborati, miscugli strani (anche io ero così d’altronde), però esiste pure un’ alimentazione semplice ma allo stesso tempo variegata e non a base esclusivamente di patatine fritte e ketchup!
        Conosco un ragazzino, figlio di amici, che non mangia alcun tipo di affettato…ma come fa? Vive solo di patatine, cotoletta, ketchup, nutella, riso e pasta in bianco (manco al sugo), pizza bianca e rossa (nemmeno la più classica, la margherita, la mangia!). Infatti è uno di quei bambini che difficilmente sopporto…

        1. Ah non lo so. Io ricordo una volta che andai a casa di amichetti e la sera intanto cominciai ad innervosirmi un po’ perchè volevano farmi cenare alle 7 quando non capivo perchè non potessi mangiare come tutti gli altri all’orario normale, e poi perchè volevano darmi la pastina con l’olio, perchè loro ogni sera mangiavano quella. Quelli ridono ancora quando ci pensano perchè candidamente chiesi “ma dato che mangiate questa pastina siete malati? io no…”. Ero convinta che la pastina così si desse solo ai malati in ospedale o a quelli che stanno male di stomaco O_ò

  8. a me sinceramente non interessa l’imposizione o la costrizione nel fare o meno casino in casa,però sono dell’idea che servirebbero le mezze misure,ovvero lasciare al bambino la libertà di muoversi e giocare ma l’insegnamento comunque a rimettere tutto quanto in ordine poi.
    La mia compagna d’asilo ha 2 bambine,due femminucce di 6 e 2 anni..beh,loro non riescono a guardare un dvd della Disney per intero perchè la loro mamma le fa stare al massimo mezz’ora al giorno davanti la tv..mio cugino G. Ha 9 anni,è stato viziato fin da piccolo a passare le ore davanti ai videogiochi pur di non sentirlo frignare e ora a 9 anni si ritrova a non essere capace ad andare in bicicletta o in monopattino perchè giustamente,chi l’ha mai portato al parco,all’aria aperta ad insegnarglielo?
    Io non dico assolutamente di tirar su delle scimmiette ammaestrate,ma ci vuole cmq un ruolo definito agli occhi dei bimbi,della serie “io sono la mamma e mi devi cmq ascoltare”..e ragà,tralasciando il fatto che magari siete e siamo stati fortunati ad avere a che fare con bambini fondamentalmente buoni,è anche vero che in giro si sfornano bambini che sono piccoli diavoli in miniatura!
    I classici che hanno l’argento vivo addosso!
    Poi che casa sia disordinata o meno chissenefrega!

    1. Vale, grazie a Dio hai centrato il punto. E’ proprio questo che intendevo. Se il bambino è vivace è un’ottima cosa, non ho mica detto che la casa dev’essere una caserma coi soldatini al posto dei bimbi! Ma ci sono dei limiti che devono essere fissati, delle regole che bisogna rispettare e non per il bene della casa o dei genitori, ma per il bene del bambino stesso.
      A me dà sui nervi il bambino che sta seduto fermo e zitto, qua diciamo che è “addummisciuto preciso” cioè completamente addormentato. Ma non è neanche normale il bambino che grida, urla, fa i capricci ogni 3 secondi perchè sa che comunque tu non hai il pugno di ferro e lo fai andare allo sbando. Le regole le dettano i genitori e non il bambino. Poi dipende da chi sono i genitori…

  9. Ahahah la pastina in brodo! Veramente è roba da ospedale… ahahaha
    Comunque anche io conosco persone che cenano con una minestrina e non mi spiego come facciano a saziarsi! Più che a saziarsi, forse non mi spiego come facciano ad essere soddisfatti della cena! Cioè, a me sembra veramente triste che abiutui la tua famiglia a cenare con una minestrina quando invece hai la possiblità di prepare altri piatti più gustosi…
    E poi pure alle 7! Noi prima delle nove non ci mettiamo a tavola…tanto una volta che hai mangiato alle 7 dopo cosa fai? Mica andavano a letto pure alle otto mezzo, eh? 😉

    1. Sììì, venivano collocati a letto alle 8 con una cassetta e si addormentavano. Mettevano anche me in una sediolina nella stanzetta e dovevo sorbirmi sempre gli stessi cartoni senza parlare perchè loro dovevano dormire e infatti si addormentavano. Tanto che io me ne andavo e tornavo nell’altra stanza dai grandi perchè con quelli non ci volevo stare. Una volta convinsi il papà di questi a fare l’uovo alla pizzaiola, cioè in padella con formaggio, salsa e prosciutto. Altro che pastina!
      Che poi la pastina (ma non con l’olio, bensì col dado) ogni tanto me la mangio anche io, ma solo quando non ho molta fame oppure, appunto, quando sto male con lo stomaco!

      1. Mamma mia, mi sembra una famiglia di malaticci…no vabbè, non posso giudicare perchè non li conosco ma da quanto mi dici erano pure viziatelli se ogni sera prima di andare a dormire si guardavano i cartoni! Io non vedevo mai i cartoni di sera…al massimo il telegiornale e poi mi ricordo che guardavo Sarabanda 😉

        Aaaah, e quest’uovo alla pizzaiola gli è piaciuto? Oppure gli è risultato pesante? ahaha (scusa xD)

        1. No beh, gli mettevano la cassetta del cartone per farli addormentare e quelli si addormentavano dopo 20 minuti massimo. Incredibile!
          Comunque l’uovo l’hanno gradito molto! Anzi credo di aver fatto aprire gli occhi sul vero cibo ad entrambi 😛

  10. ripeto,io non sono per le misure drastiche..ad esempio i miei genitori non mi hanno mai alzato un dito addosso,con calma mi spiegavano quello che era giusto o sbagliato,ma non per loro,ma per la convivenza civile tra persone.
    In ogni cosa ci vuole la via di mezzo..I capricci di un bimbo possono rappresentare paraculite come possono rappresentare un disagio o una richiesta di attenzioni e non vanno assolutamente sottovalutati,ma dare una mano a perfezionare il carattere innato che già hanno alla nascita per permettergli di condurre una vita sana,divertente e piena di stimoli la trovo un’ottima soluzione.
    Ci vuole a mio avviso molta pazienza,spirito di sacrificio (in automatico avere un bambino comporta rinunce a quelle che erano le nostre abitudini prima) e anche un tocco di “bambinite acuta”,ma bisogna sempre e comunque insegnare il giusto,il rispetto per gli altri e per l’ambiente e soprattutto l’educazione.
    Magari utilizzando anche il metodo del gioco per tale scopo,perchè no 🙂

    1. E infatti è quello il concetto che volevo far passare, ma credo che ultimamente si parta prevenuti su quello che scrivo, perchè in molte cose mi sento ampiamente fraintesa.

  11. Penso che l’educazione in un bambino di oggi sia davvero una rarità, ci sono certi genitori che non ne hanno loro, come fanno ad educare i proprio figli?? Non ne sarebbero capaci! Personalmente da piccolo non era tanto casinista ma mi difendevo bene 😀

    1. Io ero una peperina quand’ero piccola, ma solo a casa. Che mia madre poveretta mi chiamava Dr Jekyll e Mr Hyde, perchè le maestre dicevano a scuola ero una santa e a casa ero una peste, e non si potevano spiegare perchè. Ma ero una peste significa che volevo sempre fare qualcosa, volevo giocare, volevo invitati gli amichetti ecc, non è che distruggevo niente o sporcavo. Anzi sono sempre stata ordinata e pulita.

  12. Mi correggo allora…erano degli angioletti! Degli angioletti che però non avevano ancora idea di cosa di quanto fosse buono mangiare cose che non fossero la pappina in bianco! Ci sei voluta tu a fargli cambiare idea 😉
    Adesso scometto che mangiano di tutto e anche con gusto!

    1. Esatto, adesso si sono sbloccati e mangiano la qualsiasi! Ahahaha figurati che, per quanto riguarda il cibo, una volta ho salvato una ragazza dall’anoressia. Praticamente questa era una mia compagna di danza, più grande di me di un paio d’anni. Una bellissima ragazza, alta, bionda, occhi verdi, ma poveretta stava cominciando a non mangiare, o meglio, mangiava solo prugne secche. Un anno siamo andati tutti insieme a fare un concorso in Umbria e quindi dovevamo sempre mangiare insieme. Oh, dopo una settimana ‘sta ragazza è tornata a Palermo che si mangiava pure le cose degli altri O_ò

  13. Anch’io non amo i bambini capricciosi e viziati, ma la colpa non è loro, ma di genitori che per primi dovrebbero imparare a stare al mondo. Leggendoti mi è venuto in mente una cosa che mi è capitata alcuni anni fa. Una coppia di amici con due figli, piccoli e tremendi. Tutto il tempo che sono stati a casa mia, non hanno fatto altro che saltare sui divani con le scarpe. E i genitori? Impassibili. Ovviamente non sono stati più invitati. 🙂

  14. Lo stare seduti a tavola è l’esempio classico dell’educazione e del rispetto. Quando ero un bimbo sedevo a tavola dei miei, con o senza parenti e stavo lì buono buono fino alla fine.. così mi hanno insegnanto i miei genitori. Al contrario i miei cugini facevano il bello e il cattivo tempo correndo attorno al tavolo, gridando o giocando e alzandosi dalla sedia ad ogni boccone. Un disastro. A me bastava un’occhiata da mio padre per capire cosa potevo o non potevo fare. E per alzarmi chiedevo il permesso. Così si fa U_U =))

  15. Sì, il lassismo è controproducente. Premesso che le punizioni corporali sono aberranti e da rigettare sempre, perché traumatizzano e basta, e che non serve essere mastini con la bava alla bocca per educare, è indiscutibile che occorra insegnare un po’ di regole e che sia bene cominciare presto. Basta spiegare e rispiegare e abituare. Basta cercare di essere, cioè, autorevoli (e non autoritari).

    Io, quando andavo a casa altrui, non mi muovevo. Mi avevano insegnato, senza urli e strepiti, che bisogna essere educati e che certe cose, in casa degli altri, non si fanno. Non ho mai passato il tempo saltando con le scarpe sui divani altrui o urlando come un’indemoniata o facendo capricci e, se l’avessi fatto, mi avrebbero fermata.
    Del resto, non lo facevo neppure a casa mia. In parte ciò era dovuto alla mia indole tranquilla, ma senza dubbio, avendomi insegnato subito, sin da piccolissima, alcune regole del vivere civile, ne ho tratto giovamento.
    Il massimo che facevo era cantare e ballare, ovviamente a casa mia. Ma non ho mai distrutto nulla.

    1. Esatto, non serve urlare o picchiare, basta semplicemente spiegare e insegnare.
      I bambini sono sì, delle persone con un carattere, ma questo carattere va formato, non bisogna lasciare che vadano allo sbando perchè non si vuole influire nella formazione di questo carattere, perchè significa favorire la crescita di una persona che poi diventerà maleducata, irrispettosa e insensibile.

  16. Certe volte mi riesce difficile comprendere se la voglia di spettegolare prevarichi la voglia di confronto!
    A leggere alcuni commenti sembrerebbe proprio di sì.

    1. Dal mio punto di vista spettegolare significa parlare di gente che tutti conosciamo alle sue spalle. Siccome nessuno qui conosce nessuno, non ci vedo nessun pettegolezzo.

  17. Dal mio punto invece spettegolare è prendere come esempio altri di cui non si conosce nulla o solo una delle due parti conosce qualcosa e farci i ricamini su.

    Punti di vista

    1. Infatti abbiamo parlato tutti di persone che conosciamo bene: parenti o figli di amici. Non sono persone sconosciute di cui si parla a vanvera. Sono cose vere, testate e comprovate.

        1. Nessuna confusione, forse hai frainteso, rileggi meglio.
          Intendevo dire che ognuno di noi ha parlato di una persona che LUI o LEI conosce bene ma tutti noi no, quindi non è spettegolare. Se avessimo parlato di una persona che TUTTI conosciamo, quello sarebbe stato spettegolare. Più chiaro adesso?

        2. Quindi una persona che parla di un’altra persona non presente, riferisce fatti che lei sola sa (che siano comprovati o meno è del tutto irrilevante) e che usa come esempi per ampliare il discorso o tirare l’acqua al proprio mulino (scegli tu quale ti sembra più ovvia come cosa) non è spettegolare?

          Capito! Lo si fa per rendere famosa questa persona ed i suoi “pregi/difetti”. Ed io che pensavo che la si usasse in modo dispregiativo.

          Il mio tono è volutamente sarcastico perchè certe volte mi sembra di assistere a sperticate arrampicate su pareti di vetro assai viscide e dannatamente sottili.

        3. Scusami eh, ma se un bambino salta sui divani, rompe le cose o urla non è un “segreto”, non è un fatto che sa solo una persona e che viene spiattellato in giro. In ogni caso no, per me quello non è spettegolare.
          Comunque se vuoi ti dico di sì, abbiamo spettegolato, dato che non amo i toni sarcastici che sanno un po’ di sbeffeggiamento misto a voglia di aver ragione, prevaricare. In ogni caso, dal momento che non conosco nessuna delle persone tirate in ballo, non mi cambia nulla se le cose siano vere o false o che si stia spettegolando o meno. Non ci vedo neanche nessuna arrampicata.

        4. Allora, vediamo se questa volta riesca io ad essere più chiaro. Era necessario parlare di tizio, caio, sempronio, del bimbo che sta male e di quello che gli danno da mangiare e di tutto il resto?
          C’era questa impellente necessità di informarci di tutto ciò? Non mi sembra e siccome a me di tutte quelle persone non me ne può fregar di meno perchè le cose LORO sono loro e non dovrebbero interessare nessun altro, a casa mia non è un informarci ma uno spettegolare e ti aggiungo anche un’altra motivazione: quelle persone sono state criticate, criticare non è informare, criticare è spettegolare.
          Ora puoi anche non fartela piacere come considerazione ma i fatti sono questi.

          Portare esempi di terze persone e criticarne il loro privato, il loro modo di educare o di nutrire i propri figli è spettegolare. Se poi vogliamo lavarci la coscienza e dire che si è solo parlato allora fate pure. Ma ripeto, non è un atteggiamento sano quello di affrontare determinati argomenti portando avanti terze persone e criticarne il loro stile di vita.

  18. Marco, dato che non te ne fregava niente allora potevi non leggerlo. Sai di quante cose a me non frega niente eppure mi ritrovo a leggerle o sentirle? Uhhh, ho pure perso il conto, eppure quando capisco che non m’interessa, prendo e chiudo la pagina (cartacea o virtuale che sia) oppure smetto di ascoltare.
    Per quanto mi riguarda, sì, non mi piace come considerazione, e poi è ovvio che per avvalorare una tesi portiamo ad esempio determinati fatti, è una cosa naturale e non ci vedo niente di male. Sparare delle convinzioni all’aria senza dimostrazioni mi sembra un po’ inutile, quindi ci metto (e come me gli altri) tutti gli esempi che credo, ma a differenza di altri non ho la presunzione che interessino, infatti non impongo a nessuno di leggere.

    1. Attenta a cosa mi metti in bocca. Ho detto che leggere di loro non mi interessava, mentre ho risposto al contenuto del post.

      A me l’argomento interessava ed infatti ho risposto e non ho calcolato minimamente i tuoi esempi perchè appunto non me ne poteva fregar di meno di quello che quelle persone facevano o fanno del loro privato.
      Io sparerei delle convinzioni in aria? Sei tu che hai criticato quelle persone non certo io e non eri tu che avevi fatto un post riguardo chi criticava te nel quale ti dava fastidio un certo atteggiamento usato nei tuoi confronti?

      Io non sparo in aria, leggo, immagazzino, rifletto e poi considero.

      Siccome non hai la presunzione di imporre interesse su talune cose allora dovresti evitare di intortarci cose che con quel discorso non hanno nulla a che vedere. Ripeto io ho risposto alla parte di post che ritenevo interessante, le ciarlerie sulla vita e l’educazione che usano altre persone le lascio ad altri.

      1. Ho scritto “Marco tu spari cose in aria”? Ho detto così come alternativa al mio modo di parlare e scrivere delle cose che penso. Se ti sei sentito colpito non posso farci proprio nulla, perchè anche qui c’è stato un altro fraintendimento, questo con gli altri.
        Riguardo al non leggere, non intendevo tutto l’articolo, ma nello specifico le parti che non t’interessavano, quindi la domanda sorge spontane: come mai prima non hai calcolato i miei esempi e quelli degli altri e ora sì? Probabilmente prima eri più indaffarato e ora, non avendo niente da fare vuoi creare la polemica?
        Ascolta, non ho voglia di parlare sempre delle stesse cose, perchè è da un po’ di tempo che scrivo e qualsiasi cosa viene analizzata al microscopio e criticata quasi in ogni singolo punto.
        Ti ammiro per la sicurezza che hai di te e del tuo modus vivendi, ma abbiamo capito che queste caratteristiche cozzano un po’ con le mie, quindi trovarsi in disaccordo su ogni singolo argomento possibile è una consuetudine a cui, a quanto pare, non ci si può sottrarre.
        Il confronto io lo vedo come uno scambio di idee, non come un tentativo di punzecchiare e voler far cadere gli altri in ogni modo, perchè a questo siamo arrivati, con la differenza che io, quando mi trovo in disaccordo con quello che scrivi tu, esprimo la mia idea molto umilmente, senza criticare, e mi tolgo dal mezzo. Ma questa sono io.
        Se ho “intortato” cose che secondo te con quel discorso non avevano nessuna connessione, allora questa connessione, che c’era, dev’esserti sfuggita.
        Scrivo di tante cose inutili, futili e sceme, ok, ne sono consapevole anche io, e non m’interessa essere virtuosa, caritatevole e responsabile. Questa sono io, se non ti piace quello che c’è qui, sei liberissimo di non leggere, non si vincono soldi ad entrare.

        1. Come mai certe considerazioni mi sono venute dopo?

          leggo, immagazzino, rifletto e poi considero.

          è forse vietato tornare a rileggere dei post e tornare a commentare riconsiderando talune cose che prima avevo lasciato cadere?
          Non mi sembra no? Sono una persona che se riflettendo a distanza di tempo, ha una considerazione nuova da fare, prende e la fa, non mi fossilizzo su qualcosa che è stato.
          Il mio non è stato affatto un intervento per far polemica o punzecchiare. Ho esposto il mio pensiero e non è che siccome non collima con il tuo allora automaticamente il mio intervento diventa polemica.
          Se qualcosa non mi piace lo dico senza mezzi termini e questo non vuol dire mancare di rispetto o polemizzare.

          Ti porto un esempio ok? Tu dici che non hai spettegolato, quelle per me sono critiche belle e buone, se passassero sul tuo blog le persone citate, sarebbero contente di leggere come ne tessi le lodi?
          Io credo di no perchè è la stessa cosa che provi tu quando fai quei post dove ti fai rodere se qualcuno ti critica.

          Vale, il bue non può dire cornuto all’asino e ridersela alla grande

  19. Non sai quanto sono d’accordo.
    Mia madre insegna alla materna, e non ti dico cosa vedo quando la vado a volte a trovare! I bambini sono sempre più viziati, ed è assolutamente un male perchè poi crescendo pretenderanno ciò che hanno ora dai genitori, dalle persone con cui condivideranno il mondo! [Alcuni davanti ai NO del mondo si sveglieranno, altri no.]

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