Riflessioni semiserie

Momento furioso

Io non sono una bella persona, lo so benissimo, e non m’interessa neanche esserlo. Ognuno ha qualcosa che lo infastidisce e gli fa dare di matto, e anche io ho delle frasi che, appena le sento, mi fanno impazzire, che mi viene quasi voglia di prendere a sberle chi me le ha dette.

  • Hai ragione – Che me ne faccio della ragione? Non m’interessa averne, voglio risolverle le cose, io, non voglio avere un contentino nè voglio che l’altra persona si arrenda in una discussione. Scontriamoci, prendiamoci per i capelli, ma non dirmi mai che ho ragione.
  • Non hai capito – E’ una cosa che mi ha sempre dato fastidio, la considero una terribile mancanza di rispetto. Al massimo sei tu che non ti sei spiegato, non sono io che non ho capito. Al massimo la mia mancata comprensione può essere una conseguenza di una spiegazione inadeguata e deficitaria.
  • Stai zitta – Su questa sorvoliamo perchè chiunque me lo dovesse dire può considerarsi automaticamente in pericolo di vita.
  • Scusami – Non m’interessano le scuse, voglio i fatti, non le parole.
  • Tu non sai niente – Ah, meno male che davanti a me invece ho un’arca di scienze.
  • Mi dispiace – Non me ne faccio niente del dispiacere o della compassione degli altri. Sono tutti buoni e carini, ma in realtà la maggior parte se ne frega, è una frase di circostanza.

Poi ce ne sono altre che possono variare, ma queste mi fanno proprio infuriare.

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40 thoughts on “Momento furioso

  1. Sai che sono assolutamente daccordo con te…?… su tutto.
    Il mio motto è: “Sono i fatti che contanto, non le parole”
    E puntualmente rimango delusa……
    Buona settimana,
    Luciana

  2. si può dire : sono d’accordo???
    ..spero di si….
    m’è piaciuta quel . Non hai capito !!!! maremmaaaaaaaaa gatta…quante volte ho URLATO che senz’altro non ero io a non capire ecc ecc ecc…..
    hai le idee chiarissime , mia cara Pepe…e mi garba !

    vento

    1. Eheheh il rispetto è una cosa che tengo sempre a mente, una persona posso anche detestarla con tutto il cuore (odiarla no perchè è una parola grossa), però il rispetto non manca mai e “non hai capito” è un’offesa gravissima, a mio avviso. Purtroppo lo si sente spesso, soprattutto in questi pollai mediatici definiti “talk show”, oltre che nella vita di tutti i giorni.
      Un saluto 😉

  3. Scusarsi, riconoscere il proprio torto e dispiacersi per qualcosa non mi sembrano cose tanto atroci. E neppure un “non hai capito” mi pare così grave: è vero, forse io non mi sono spiagata, ma forse sei proprio tu a non aver capito, e un chiarimento può fare solo bene… Non è questione di rispetto o no, ma di considerare i propri errori e cercare di ripartire da quelli per non commetterne altri. Poi, ovviamente, dipende tutto dai contesti e dagli interlocutori.

    1. Dire “non hai capito” per me equivale a dire “sei stupido e il tuo cervello non è arrivato a capire”, e mi sembra un insulto.
      Per le altre cose, sì, dipende chi le ha dette, ma il “mi dispiace” mi è sempre sembrato una cosa falsa, tranne pochissime volte, e “scusami” a che serve quando non si fa nulla per essere scusati? Una parola non serve mica a riparare qualcosa.

      1. Per me invece dire “non hai capito” significa più o meno… “non hai capito”, e cioè “ci siamo fraintesi”, “parlavo di altro”, e simili. Che poi uno non si sia spiegato bene non cambia il risultato che è sostanzialmente quello di non essersi capiti. Se voglio dire “sei un mentecatto” non ho nessun problema a farlo, e così sono anche sicura che il mentecatto in questione capisca esattamente quel che intendo. Allo stesso modo quando qualcuno mi dice “non hai capito” in genere mi sforzo di farlo e di ascoltare le sue ragioni e le sue spiegazioni: so benissimo di non essere onniscente e parto dal presupposto che potrei tranquillamente non aver capito. Questo per dire che se mai me ne uscissi con un “non hai capito” non sarebbe certo per insultarti.
        Quanto al fatto che una parola non possa riparare ad un danno fatto sono perfettamente d’accordo, ma a volte quello “scusami” detto con sincerità, può fare molto più di quanto si pensi…

        1. Certo, le cose dette con sincerità sono sempre vere, non mi riferivo a quelle.
          Comunque forse sono troppo educata per dire a qualcuno che è un mentecatto, e dato che per me dirgli che non ha capito equivale a dirgli che è stupido, non oso farlo. Per me l’educazione viene sempre al primo posto, anche quando mi ritrovo a parlare con chi non la conosce o con chi non vuole usarla. Certe cose, per me, sono sacrosante.

  4. A volte credo che anche un pò di autocritica e comprensione negli altri non guasterebbe, e mi trova d’accordo la riflessione di goldie. Anche se è sempre vero che dipende da chi si ha di fronte e da tutte le situazioni che non sono mai uguali. Ciao e buona serata. Fa.

    1. A me “perchè alzi la voce” per fortuna non lo dice nessuno, perchè quando m’infurio esteriormente sono calmissima. Hai presente quelle persone con l’occhio infuocato e un self-control allucinante che sembrano diaboliche? Eccomi 🙂

    1. Io purtroppo no, ed è la mia calma esteriore che mi frega. Dovrei imparare a fare qualcosa per incanalarla, perchè me la tengo tutta dentro invece di spaccare tavoli e sedie o urlare!

      1. La cosa più brutta che mi si possa dire è “Perchè alzi la voce?” quando il mio interlocutore ha tenuto toni altissimi per tutta la discussione. Lì mi imbestialisco. Per il resto sono più o meno le stesse cose, credo siano fastidiose per tutti. 😀

  5. Forse (rafforzativo) HAI RAGIONE, ma NON HAI CAPITO quello che intendevo. Per cui MI DISPIACE ma è meglio che STAI ZITTA, perché ribadisco TU non ne SAI NIENTE di quello che volevo dire.

    PS: se dovessi discutere con te me ne ricorderò (di usarle quanto più possibile ovviamente) 😉

  6. -scusami- e -mi dispiace- se detti in certe situazioni e con sincerità non le ritengo negative: mi è capitato di dirle e sto anche aspettando che qualcuno le dica a me.
    -Non hai capito- può succedere
    -Non capisci niente- è da omicidio.
    alla lista no aggiungo -spicciati- (sbrigati). Ah come non sopporto il marito che me lo ripete in continuazione…spicciati, muoviti, sbrigati….ohhhhhhhhhhhhh…un pò di calma, please 🙂

    1. Sì, le prime sì, ci sono diversi tipi di situazioni in cui se vengono dette fa anche piacere. Però molto spesso sono dette in modo falso.
      Spicciati per fortuna non me l’ha mai detto nessuno, detesto quando mi mettono fretta!

  7. Ognuno ha le sue idee, ma non sarai un po’ troppo rigida?
    “Non hai capito” lo si può dire ridendo, squittendo, ingenuamente e istintivamente, ecc… non necessariamente con tono arrogante. “Scusami”, “hai ragione” sono espressioni ambivalenti: come fai a capire se sono espressione di passività, ipocrisia, presa per i fondelli o invece di sincera autocritica, buona educazione, timidezza (che rende ipertimorosi di offendere altri)?
    “Stai zitta” , “non capisci niente” presuppongono un diverbio già in corso, e quindi c’è poco da dire. Cmq io con un amico/a stretto/a mi sentirei un po’ ridicolo in una conversazione informale a dire “forse non mi sono spiegato”. Meglio “n’hai capito niente, come al solito!”

    1. Pensavo che fosse ovvio che mi riferivo alle situazioni serie e non ai momenti in cui ci si trova tra amici.
      Ad ogni modo, ti faccio la stessa domanda capovolta: come si fa a NON capire quando una persona è falsa o sta dicendo sul serio? Non penso di avere poteri magici quando riconosco che una persona che mi dice “mi dispiace” senza provare nulla è falsa. 🙂

  8. mi permetto un piccolo appunto, anche se non vorrei sembrare offensiva, semplicemente capovolgere il punto di vista…. come si fa a prendersela con chi dice “non hai capito” e iniziare il post successivo con “Quello che sto passando io da qualche tempo non lo può capire nessuno” e poi descrivere una situazione comune a centinaia di coppie?
    Non lo dico tanto per commentare la situazione che stai vivendo (infatti non sono intervenuta sull’altro post), ma solo perchè in risposta ad un mio precedente commento hai sostenuto che per te dire “non capisci” è solo un educato “sei un mentecatto”. Io non ho interpretato il tuo inizio post come un “branco di idioti che leggete il mio blog”: ho sbagliato?

    1. No, perchè là intendo che è una cosa che non si è provata. Se parliamo di situazioni (che, credimi, non sono così comuni come credi) ci sono cose che si provano o che non si provano; nel primo caso le comprendi perchè ci passi, nel secondo non puoi avere idea di quello che significhino fino a quando non ci passi personalmente.
      Se parliamo di fatti, di nozioni, soprattutto durante una discussione (forse non sono riuscita bene a rendere il concetto che queste espressioni danno fastidio in una discussione in corso o in circostanze “false”, dato che in tanti battete su questo tasto), là è offensivo. Spero di aver reso il concetto in maniera chiara, perchè l’ho spiegato in diversi modi in risposta a diversi commenti.

  9. Vedi, quello che intendevo io è proprio questo: tu presupponi che la tua situazione non sia comune in base al fatto che ritieni di vivere qualcosa di esclusivo, forse semplicemente perchè nella tua cerchia di amici/conoscenti non vedi situazioni simili (e non vederle non vuol certo dire che non esistano anche accanto a te). Dici “nessuno mi può capire”: è categorico. Se io ti dicessi “tu non lo puoi capire”, forse mi considereresti offensiva. Sono d’accordo con te: le cose non lo sai finchè non ci passi, e questo vale per tutto, sentimenti e anche nozioni. Vale per un amore a distanza, per una malattia, per problemi in famiglia, per la fisica quantistica, o per quello che è. Tu dici di sapere se una persona è falsa. Buon per te, forse vivrai più certa dei tuoi passi di quanto non sia mai stata io. Ma io preferiscio lasciare il beneficio del dubbio e farmi stupire ogni giorno, perchè ascoltando e vivendo mi sono convinta che le persone false, e le persone vere, non esistano davvero. Esistono persone, ed hanno dubbi, e segreti, e convinzioni e tutto un loro mondo, e se agiscono in determinato modo che ai miei occhi può sembrare falso non è detto che non siano in buona fede, o che non abbiano i loro motivi per liquidarmi con un “non hai capito”.

    1. Non è che non esistano nella mia cerchia di amici, il fatto è un altro. E’ una situazione poco comune, ma non ho mai detto che io abbia l’esclusiva, e mai lo direi perchè so benissimo che non è così.
      Ad ogni modo vedo che sei molto positiva e fiduciosa sulle persone. Io no, ci sono persone false, che davanti ti fanno una faccia e dietro te ne fanno un’altra, e non perchè hanno dubbi o segreti, ma perchè sono fatte così. Io non dico di essere un genio, ma purtroppo (e dico purtroppo perchè molte volte avrei voluto sbagliarmi) fino ad ora non mi sono mai sbagliata, anche a distanza di anni ho scoperto che nonostante le faccine carine che facevano, c’era del marcio sotto.
      Quindi per te è normale ed educato quando una persona con cui stai discutendo si inalbera e ti dice “lei non ha capito”? Per me no, assolutamente.
      Il verbo capire non ha sempre lo stesso significato, o meglio, in ogni situazione ha una sfumatura diversa (le lingue hanno la caratteristica dell’ambiguità, che vogliamo farci?). Dobbiamo fare di tutta l’erba un fascio?

      1. In genere quando in una discussione capita un “lei non ha capito” mi stimola sempre un “la prego, mi illumini”, perchè alla fin fine adoro la gente che si arrampica sugli specchi per far valere le proprie ragioni anche se sanno di essere in torto… e in quei casi mi piace essere quella che insapona il suddetto specchio!
        Sono infame dentro 😀
        Ma in fondo io adoro la gente, non posso farci niente, e non me la prendo quasi mai per nulla. Forse anche per quello non mi parlano (troppo) alle spalle: che gusto c’è a farlo a qualcuno a cui non frega niente del (pre)giudizio altrui? Chi mi conosce sa come sono fatta e quello mi basta

        1. Ah per parlare alle spalle, quello non lo fanno nemmeno a me. Sono certi atteggiamenti che infastidiscono.
          Io non sono infame dentro, alla fine se uno mi dice “lei non ha capito” preferisco dire che è un maleducato e la discussione si chiude là perchè io la voglio chiudere là. E siccome i dialoghi si fanno almeno in due, venendo a mancare uno, la cosa si chiude necessariamente.

  10. “Stai zitta – Su questa sorvoliamo perchè chiunque me lo dovesse dire può considerarsi automaticamente in pericolo di vita.”

    Eeeeh già! Qui mi trovi pienamente d’accordo. Mi risale il sangue al cervello in un battibaleno! Troncare il dialogo sembra a certa gente più facile che portarlo a termine civilmente.

        1. No, no, lui è a posto, raramente mi fa incavolare.
          Il problema sono gli estranei, le persone che non conosco bene e che non mi conoscono.

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