Riflessioni semiserie

Essere in te

Stavo pensando a come percepiamo le cose mentre le viviamo e a come le vediamo dopo. Quando le viviamo pensiamo che siano il massimo, ma poi magari scopriamo che in confronto a ciò che è venuto dopo non erano quasi nulla. Pensavo nel dettaglio alla prima persona di cui mi sono “innamorata” a 15 anni, che non mi piace definire “il mio primo ragazzo”, nè ex, perchè non si è trattato esattamente di una relazione in cui si fanno le cose per bene, tipo “vuoi essere la mia ragazza?” e bla bla bla.

Ma comunque… Pensavo al fatto che ero convinta di essere innamoratissima di M (chiamiamolo così), perchè io le cose le esagero, le vivo al massimo, sempre; ero convinta che fosse tutto per me, ma ancora non avevo sperimentato quello che ho vissuto dopo. Non so se fossi innamorata, probabilmente è come mi ha detto una persona poco tempo fa: era una persona che è capitata nella mia vita quando ne avevo più bisogno, mi capiva, mi stava accanto e ho creduto che fosse molto di più di quello che era. Ma non provavo quello che provo ora grazie a E (l’ammmore di cui vi parlo sempre, sto diventando monotematica); non sentivo continuamente il desiderio di averlo accanto, di baciarlo, di stare fra le sue braccia in silenzio, di ridere insieme, di chiedergli tutte le cose che non so o semplicemente di guardarlo negli occhi. Niente di tutto ciò. Sentivo solo un enorme affetto che credevo amore, ma che non era affatto amore.

E ora sono cresciuta. Non di molto, perchè E l’ho conosciuto a 17 anni, mica ero molto più grande, non ero una donna vissuta, ma a quell’età cambiano tante cose, si scoprono nuove sensazioni, si aprono dei mondi che non si credeva potessero esistere. E io ho scoperto tante cose, ho scoperto quel qualcosa che mi fa tremare ogni volta che mi prende la mano, quel qualcosa che mi fa diventare bordeaux e mi fa salire il calore in testa quando vedo il telefono che squilla e leggo il suo nome, ho scoperto quella sensazione di stupore quando sono a casa al computer e mi si apre la finestrella in cui mi dice “Sono a pesca, mi mancavi, volevo stare un pochino con te”. Ho scoperto che cosa vuol dire provare le stesse cose che prova lui, nello stesso momento a distanza di chilometri: se lui è felice io sono felice, se lui è ansioso io sono più in ansia di lui, se lui ha paura ho paura anch’io. E ho scoperto quella tremenda sensazione che si prova quando sai che lui ha bisogno di te e tu non puoi esserci. Ieri avrei voluto tenerti per mano mentre affrontavi quello che hai dovuto affrontare (che non era niente di spaventoso, ma neanche un buffetto sulla guancia), ma io non c’ero.

Ho scoperto tutto, grazie a te. E mi sento completa.

… ed io vorrei essere in te, capire se
ciò che sono e faccio è abbastanza
a rendere almeno l’idea
dell’immensità che esistendo hai reso mia…

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6 thoughts on “Essere in te

  1. che meraviglia..! sai credo che l’esperienza cambi il modo di di viverti le emozioni con le persone e l’esperienza è quella che magari ti insegna a riconoscere l’amore ( sottolineato ed in grassetto ) dall’essere semplicemente innamorati. La cosa bella è che l’esperienza cambia in ogni persona, quindi il modo di vivere uno “stesso” sentimento anche. E quando trovi quella persona che completa il tuo amore è semplicemente il concetto di bellezza allo stato più basilare =) ( si mi sono svegliata ora )
    come diceva vasco: tutte le volte che il tuo cuore batte con il mio poi nasce un sole

    1. Sì, ed è un discorso che io farei proprio in generale, non solo in amore. E’ interessante comunque, vedere come ci siano diverse visioni di una stessa cosa in base alle persone, alle esperienze, alle età e a molti altri fattori.
      Io invece mi sono svegliata ora e mi sento più rinco che mai ahahahah

    1. Sì, la cosa bella è che queste distanze sono materiali. Se non fosse che siamo fisicamente lontani, il resto è assolutamente perfetto, anche nei battibecchi 😛
      Grazie 😛

  2. Tu sei la fonte di tutte le tue emozioni.

    In qualsiasi momento tu puoi crearle o cambiarle.
    Allora, perché non lo facciamo? Per quasi tutti noi, sentire male è “naturale”, però dobbiamo avere
    un motivo per sentirci bene. Ma non hai bisogno di avere una scusa per sentirti bene. Tu puoi
    decidere di sentirti bene subito, semplicemente perché sei vivo, semplicemente perché lo vuoi. Non aspettare niente o nessuno!

    E’ nostro il potere di prendere decisioni:
    1. dove porre la ns attenzione.
    2.che significato attribuire agli eventi
    3.che azioni compiere.

    ciao

    Giuseppe Arena
    svegliailvulcanocheinte

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