Riflessioni semiserie

Il tempo passa e cambio un po’

Se c’è una cosa che mi piace fare è proprio andare alle lezioni, seguire le spiegazioni, imparare tante cose nuove e stare insieme agli amici, scambiare quattro paroline ogni tanto.

Quando andavo a scuola tutto questo non lo provavo, perchè a scuola è così, ti ritrovi insieme a delle persone e sei costretto a conviverci per tot anni. Adesso, all’università, ho conosciuto tante persone che mi fanno venire voglia persino di uscire di casa alle 7.15, col buio, per andare a seguire insieme. In più è cambiato qualcosa nel mio approccio coi professori: prima andavo là e stavo zitta, prendevo appunti senza partecipare; adesso, in queste settimane del nuovo ciclo della magistrale, intervengo ogni tanto, parlo, la timidezza è sparita e sento dentro di me la necessità di interagire con la professoressa e la classe. E’ strano, da parte mia. Oggi ad esempio – vabbè che ero particolarmente contenta di mio, nonostante fossi uscita con la macchina di papà che odio (la macchina, non papà), nonostante sia arrivata a lezione in anticipo di un’ora perchè pensavo di non trovare parcheggio e invece l’ho trovato subito proprio davanti l’entrata, nonostante stessi schiattando dal caldo – oggi, dicevo, ho seguito la mia materia preferita, ed era proprio la mia relatrice che teneva il corso. Si ricordava di me e della tesi che ho fatto, e man mano che spiegava mi sorrideva, m’interpellava, era come se parlasse con me e questa cosa mi ha fatto tanto piacere. Sarà anche che la materia mi piace da matti perchè la trovo davvero affascinante, ma fatto sta che credo di affrontare, adesso, le cose in un modo diverso da quello del passato.

Chissà, magari ho preso più coraggio. Quel coraggio che dentro ho sempre avuto, ma che fino a qualche anno non tiravo fuori. Perchè sì, io fino a pochi anni fa ero diversa da come sono adesso, almeno esteriormente, nei comportamenti. Mai una parola fuori posto, mai una lamentela, se mi mettevano i piedi in testa li lasciavo fare… Il mio vero Io era coperto dalla timidezza. Poi ho conosciuto una persona che mi ha fatta crescere, mi ha insegnato a tirare fuori gli artigli quando serve e mi ha spiegato che con la timidezza non si conclude nulla. Chissà chi era, eh? Sagittario puro!

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13 thoughts on “Il tempo passa e cambio un po’

  1. Anzitutto in questo momento vorrei essere nei tuoi panni a schiattarmi dal caldo, perché inizia già a fare troppo freddo per i miei gusti. XD
    Vorrei pure alzarmi la mattina con la tua stessa voglia di seguire le lezioni… Eppure con la mia classe, la mia scuola mi trovo bene. Infatti mi preoccupa abbastanza lasciarla ed ho paura che all’università non sara’ tutto così “accogliente” come lo è ora. Sono felice per te comunque perché sicuramente quest’atmosfera piacevole e questo buon rapporto con lo studio ti renderà meno pesante anche lo studio. 🙂

    1. Io a scuola non mi sono trovata tanto bene, o meglio, non mi sono trovata bene con tutti i compagni. Nella mia classe c’erano diverse oche e sinceramente tutta questa voglia di legare non c’era. Ma c’è da dire anche che ho fatto delle belle amicizie che mi porto ancora dietro. All’università è diverso, nessuno ti costringe a convivere con determinate persone, è automatico che ti avvicinerai a quelle che ti piacciono di più, lasciando da parte l’ipocrisia dell’amicizia-solo-perchè-siamo-in-classe-insieme.
      Per il caldo, è una cosa incredibile, non se ne può più, e non ne posso più io, di mettere la maglietta a maniche corte ogni giorno!!!

      1. Ho capito, diciamo che ti scegli tu i compagni e non c’è proprio il concetto di classe. La classe è fondamentale pure per i prof. Che si lamentano quando non è unita, quando vedono i “gruppetti”… Ma io credo sia normale che si vengano a formare dei gruppi: c’è chi sta meglio con gli uni, chi con gli altri.
        Del rapporto con i prof forse te l’avevo già detto, ma so che all’uni non è un granché, anzi spesso è di totale non-considerazione nei confronti degli studenti. Quindi leggere della tua bella situazione mi solleva! 🙂

        io ho ormai bandito le mezze maniche, che nostalgia! Ancora non metto la lana, ma ci manca poco… Lo scambio di residenza per qualche giorno è ancora valido comunque! 😉

        1. Sìììì, possiamo fare un gemellaggio!
          Comunque è come dici tu, è normale che i gruppi si formino, non possiamo stare bene tutti insieme appassionatamente. Coi prof. invece dipende dalle situazioni 🙂

  2. Io sono l’esatto opposto: ho sempre odiato l’università e invece ho sempre provato una forte nostalgia per la scuola. Tutta. Dalle elementari al diploma. E sì che ho speso quasi più tempo all’Università che non in tutta la mia carriera scolastica precedente… A scuola partecipavo, interagivo, andavo d’accordo con tutti i miei compagni e con i professori c’era un rapporto (bello o brutto che fosse). All’Università tutto l’esatto contrario: odiavo andare alle lezioni (anche a quelle che mi interessavano), rapporti sociali con pochissimi colleghi che oltretutto nascevano e morivano lì dentro (solo negli ultimi anni ho creato dei rapporti con qualcuno di loro che sono andati oltre). Non parliamo poi del rapporto con i professori: inesistente… Provo una forte invidia quando sento parlare così bene del periodo universitario, proprio perché io non l’ho vissuto così…

    1. Ma sai che forse dipende dalle facoltà oltre che da noi? Tutti i miei amici che si occupano di materie scientifiche, tipo nella facoltà di medicina, biologia e cose del genere, mi dicono che là i rapporti sono inesistenti sia tra colleghi che tra studenti e insegnanti perchè c’è competizione. Forse a lettere – dove notoriamente è pieno di “fricchettoni” – c’è più allegria e ci si diverte di più 😛
      Io credo che per le amicizie mi abbia aiutato il fatto che c’era più scelta, eravamo di più. A scuola, almeno al liceo e alle medie (perchè alle elementari è stato uno dei periodi più belli), in classe c’erano sulle 20 persone, quindi quelle erano e con quelle dovevi stare.

  3. Ti capisco perfettamente. È una cosa che sto provando in prima persona adesso e tra l’altro una cosa che ti fa sentire davvero bene. Per dire ieri ho perso una lezione perché il treno su cui stavo ha fatto ritardo di 1 ora, diluviava, e dulcis in fundo al ritorno ho trovato lo sciopero dei mezzi, per cui invece che con l’autobus sono dovuta andare a piedi. Ma sai una cosa Vale? Ero contenta perché stavo con persone con cui mi andava di stare. Persone che ho conosciuto da poco ma con cui mi trovo benissimo.
    E allora la cosa che mi sento di dire in tutto questo è: sono proprio contenta per noi due 🙂

    1. Sono veramente felice che anche per te sia così! Con certe persone capisci che c’è affinità a prima vista, le belle amicizie nascono subito, soprattutto se si condivide qualcosa giornalmente.
      🙂

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