Riflessioni semiserie

Col senno di poi

Oggi ho passato quasi 5 ore in aula Magna a seguire delle lauree, dato che conoscevo 4 persone che dovevano essere proclamate ma in realtà ci andavo per una in particolare (la penultima!!!! ma sorvoliamo). Mi sono sentita fuori posto là. Anzi non fuori posto. Avete presente quella sensazione, come se guardaste quello che succede in una stanza ma siete invisibili e quindi state lì ad osservare senza prendere parte a quello che succede? Ecco, mi sono estraniata volontariamente. Ho riflettuto un po’ su queste cose che sto per dirvi e su altre che tengo per me. E poi immaginatevi 5 ore di discussioni di tesi, cheddupalle! Se non andavo su un altro pianeta volontariamente, ci sarei finita per forza di cose.

Perchè tutto questo?
Io non ho assistito a molte lauree: verso i 10 anni a quella di mio cugino, ma non mi ricordo molto anche perchè fece l’intera discussione in tedesco, e poi era a scienze politiche, quindi non ho capito una mazza; poi a quella di due mie amiche lo scorso marzo e infine a quella di un’altra amica una settimana prima di me. Ovviamente anche alla mia.
In quelle che hanno preceduto la mia laurea ero troppo impegnata a capire cosa fare quando sarebbe toccato a me e a mettermi nei panni dei candidati, per vedere cosa provavano e tutto il resto. Osservi perchè sai che prima o poi ci sbatti pure tu. Oggi invece è stata la prima volta dopo che anche io avevo dato ed è stato tutto diverso. Ho osservato per la prima volta i parenti dei laureandi e ho riflettuto molto. Che bella l’espressione delle mamme, dei papà e perfino dei nonni, oltre a tutti gli altri.
Che avrà pensato la mia mamma quando io stavo discutendo la mia tesi? E il mio papà? E quanto sarebbero stati orgogliosi i miei nonni se ci fossero stati ancora? Mia nonna materna diceva sempre: “questa bimba dove la tocchi suona”, perchè le davo tante soddisfazioni, riuscivo in tutto quello che facevo. Che avrebbe provato quel giorno?

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26 thoughts on “Col senno di poi

  1. Sicuramente le hai ascoltate anche con una maggior leggerezza rispetto a quella che avresti provato se di lì a poco avestri dato la tesi tu stessa. E penso che sia proprio una bella sensazione, quella di sapere che quel momento è passato, che l’hai superato.

    1. Già, e poi c’era anche la stessa presidente di commissione che avevo io, la folle per intenderci. Che mi sono detta “mamma mia, loro sono tutti terrorizzati, io adesso, dopo essere passata dalle sue grinfie, mi sento indistruttibile!”.

  2. …come sei tenera pulciosa!!!
    che vuoi che pensi una nonna che dice ” questa bimba dove la tocchi suona”?
    sarebbe stata orgogliosa di te..e si sarebbe commossa e versato lacrime a fiumi…di gioia s’intende.
    Io non sono nonna…ma mi commuovo quando leggo delle belle cose, come il tuo post, il tuo pensiero a mamma, a papà e ai nonni…la famiglia ha un grande valore ed è di sostegno…loro sostengono te e tu sostieni loro nel portare avanti con orgoglio la tua vita…
    eh si, si piange d’orgoglio per i figli..per i nipoti poi…
    ma lo scoprirai da sola, strada facendo….
    bellissimo post…terremota d’una Valentina tanto dolce.
    bacio 😉
    vento

    1. Sììì, oggi vedevo le facce dei parenti dei vari ragazzi. Ci ho fatto caso perchè quando è toccato a me ero troppo in trance per capire. Un mio ipotetico figlio sarà un disperato! Ahahaha
      Ciao bella!

  3. Non ci vuole un mago o uno scienziato per capire che sono stati tutti orgogliosi in quel momento e non solo per la laurea. Tua nonna poi la immagino col fazzoletto ad asciugarsi gli occhi dalla gioia 🙂 Un po’ come un matrimonio dai 😛

    Non penso che ci sia altro da aggiungere rispetto ai commenti precedenti, si rischia solo di sminuire il tutto.

    1. Mmmm ma sai, non era il tipo che piangeva mia nonna. A dire la verità non l’ho mai vista piangere. Quando era felice lo dimostrava tantissimo, ma senza lacrime.
      Comunque sì, sarebbe stata contenta.

  4. Spesso e volentieri si ha quasi la necessità di osservare ogni cosa dall’esterno per cogliere tutta la bellezza di determinate situazioni 🙂
    I tuoi nonni sarebbero stati sicuramente ultra orgogliosi di te 😉

  5. Io vorrei sentire i pensieri della mia amica lucy quando sua figlia alla discussione della tesi in informatica ha inserito la penna sbagliata e sullo schermo s’è vista la faccia del moroso con gli occhi incrociati ed un cucchiaio in equlibrio sul naso … e son bei momenti 🙂

  6. Beh, i genitori vogliono bene ai loro figli quindi è normale che siano felici per loro, quanto loro, per un obiettivo raggiunto che, teoricamente, dovrebbe portare anche soddisfazioni future nel campo del lavoro e, di conseguenza, una certa tranquillità economica.
    Quello che non mi piace è quando i genitori sono orgogliosi dei figli nel modo sbagliato, quando, cioè, li adulano e si vantano con tutti per far sapere al mondo che sono riusciti in questo ed in quello . L’umiltà è sempre una gran cosa ….

    Ne aprofitto per farti gli auguri per un Natale sereno, a presto.

  7. Eh, non vedo l’ora di laurearmi anch’io, così da provare quella sensazione di liberazione e di estraniamento che non potrò mai avere prima di avere concluso tutto…
    Per il momento partecipo alla felicità altrui.

    Un bacione! :*
    Paola

    ps: complimenti per il tuo traguardo! 😉

  8. Assistere alla discussioni di laurea…. Ho perso il conto delle volte che l’ho fatto… Un periodo ci andavo e uscivo dall’aula magna con una depressione allucinante…. Diciamo che preferivo il periodo in cui vedere gente che si laureava mi dava la spinta per arrivare pure io lì davanti…

    1. Ehehehe io mi sto dirigendo verso la seconda. Che poi è una cosa totalmente senza senso questo 3+2, ti devi laureare due volte e fare due tesi (quindi due feste, se vuoi, e quel che ne consegue). Ed esci più ignorante di quelli del vecchio ordinamento!

  9. Spesso penso che ho deluso i miei genitori mollando l’idea dell’università all’improvviso. Non mi sono proprio iscritta, avevo troppi dubbi, troppe domande, mi sembrava di andare avanti per inerzia, un po’ per dovere, perché una come me DOVEVA andare all’università. Il fatto è che tra tutti i “dovresti” e i “potresti” avevo dimenticato i miei vorrei.
    Magari però un giorno gliela darò la soddisfazione di vedermi laureata anche se sarà puramente una laurea per passione, presa a tempo perso, quasi per hobby. Certo non sarà una laurea in fisica nucleare, anche se avrei dovuto o potuto non volevo.

Tu che pensi? Dimmi la tua :)

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