Sproloqui

Riprendiamo il ritmo

Nei giorni scorsi non sono riuscita a leggere quello che avete scritto perchè non mi faceva fare “read blog” e io molto stupidamente sono arrivata a pensare che potevo eliminare cookie e varie solamente oggi. Ho cercato di recuperare ma erano tantissimi, quindi se vi ho solo letto o messo like senza commentare è per quello. Mi mancavate!!! Ma non eravate voi a non esserci, bensì io.

In questo particolare momento dovrei essere a lezione, perchè come ogni giorno devo stare là dalle 8 alle 17, però oggi ho fatto solo dalle 8 alle 12 perchè ero talmente stanca che mi sentivo svenire. Quindi sono tornata a casa e diciamo che mi sto riposando. Di studiare non se ne parla, anche se a febbraio avrò 4 esami (provo a darmi tutte le materie che ho seguito, o la va o la spacca) e non di tutti si sanno le date. Siamo organizzati bene!

Per il resto ieri ho deciso che mi dovevo tagliare i capelli e mi sono decisa. Mi sono fatta un po’ riccia (arricciati col piastrino) e ho tagliato fino ad altezza spalle perchè oltre non vado. Sono davvero compiaciuta! Invece per il proposito di non incavolarmi devo dire che ci sono cascata per un paio di giorni. Anzi no, il primo giorno mi sono data alle paranoie e il secondo mi sono eclissata, non direi proprio arrabbiata dai. Ho capito che il mio problema non è la gelosia – fosse quello sarei a posto – bensì una presunta inferiorità. Ho il vizio di sminuirmi al confronto con altre persone. Se lui ha un’amica, non è che mi dà fastidio, no! Piuttosto comincio a pensare cose del tipo “ah, è una bella ragazza, sarà più simpatica, più divertente di me, più tutto” e bla bla bla, e comincio a sentirmi una specie di pidocchietto piccolo e stupido in confronto a quella. E’ normale? NO. Però sono fatta così e l’anno scorso c’erano state le prime avvisaglie. Vabbè, comunque adesso è tutto passato, almeno per il momento.

Il libro di Ibra sta ancora là in attesa di essere finito e di essere rimpiazzato da Borges e Sàbato (con l’accento al contrario ma mi scoccia aprire la lexibar).

E questo è quanto.

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22 thoughts on “Riprendiamo il ritmo

  1. Valeeeeeeeee!!!!!
    ..ma noo! un ci posso credere!
    Una peste come te ..si fa tanti problemi???
    posso capire un sacco di cose..
    ma son certa che non hai nulla di meno
    rispetto alle tante ragazze che conosce il tuo ragazzo!
    Porca paletta!!! si può dire?
    🙂 l’ho detto!
    Ogni tanto fermati e riposa…a volte la stanchezza , la tensione fanno brutti scherzi…
    una bella dormita e vedrai il mondo di nuovo tenero come quel gattino…
    lo so, i problemi son sempre dietro l’angolo…ma sai affrontarli.
    hai solo bisogno di credere un pochino in te stessa….
    o bella, secondo me te sei una donna con gli attributi giusti…
    quindi …tirali fuori.
    e se non c’hai voglia ..fattela venire!
    la vita non è un lexibar…..che poi io non sapevo nemmeno dell’esistenza di questo coso…
    Un bacissimo a te.
    vento

    1. Venticello!
      Lo so, dovrei far camminare meno il cervello, perchè come qualcuno mi ha detto ultimamente “la mia testa cammina troppo” e spesso va dove non deve andare.
      Ma comunque adesso sono più tranquilla, è stato un momento e per fortuna si è concluso.
      Sono tanto stanca, spero di riposarmi nel weekend.
      Ahahha la lexibar è una grande invenzione!!!
      Baci 😛

  2. ricordo una frase di un allenatore di calcio (che non cito perchè sò che non ami) il quale diceva “non sono il migliore, ma nessuno è migliore di me”.

    Ecco, my dark, non sei 2° a nessuno, ricordalo!

  3. Noto con piacere che abbiamo altre cose in comune, oltre alla passione per la danza. Quella per i capelli lunghi, ad esempio. Oltre le spalle non vado nemmeno io, la parrucchiera lo sa e sa che rischia grosso se le scappano le forbici. 🙂 Lo so che non ho più l’età per portare i capelli lunghi ma non me ne frega niente. Fa conto che attualmente mi arrivano a metà schiena e li ho tagliati a settembre perché li avevo lunghi fino alla vita.
    Altra cosa: il complesso di inferiorità. Anch’io alla tua età ragionavo così: tutte erano meglio di me, o per una cosa o per l’altra. Devo dire che visto che con l’età non sono cambiata, probabilmente si tratta di una cosa genetica: così si nasce, punto. Non ne fare una malattia.

    Ah, dimenticavo: il taglio dei capelli per me indica una “svolta” (a parte il fatto che non me li posso certo far crescere fino ai piedi!) e raramente me li faccio tagliare quando sono proprio giù giù, a terra, insomma.

    Ciao!

    1. Mmmm sì, quella è una cosa caratteriale, non si può cambiare. E dire che comunque sono abbastanza sicura di me, però in questa situazione zero! Ad ogni modo, come mi ha detto lui, se sta con me evidentemente questi miei pensieri non sono per nulla veri.
      Per il taglio dei capelli non saprei, io li taglio perchè altrimenti assomiglio più al mocio vileda, non esattamente per cambiare qualcosa. Stavolta non so cosa sia successo, l’altro giorno mi sono messa in testa che me li dovevo tagliare, non so perchè, e mi sono fiondata dal parrucchiere 😛

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