Riflessioni semiserie

Nelle lettere si scrive di se stessi

Non ci crederete: ancora non sono riuscita a riposarmi. Continuo a sentirmi “assicutata”, è questo il termine esatto. In siciliano significa “inseguita”, e con una sola parola esprimiamo tutto un concetto: è uno stato mentale (e a volte fisico) in cui si ha sempre l’impressione di essere in una continua corsa, con miliardi di cose da fare e altrettanti miliardi di cose che non trovano il tempo di essere portate a compimento. Insomma, sono un po’ nel pallone.

Con le lezioni riprendiamo il 19 e quindi ho ancora un po’ di tempo per poltrire, anche se non poltrisco. Non avendo libri da studiare, il mio cervello va, va e va. Pensieri di ogni tipo mi affollano la mente e mi sento molto confusa. A parte andarmene in giro con un sorriso ebete – ma questo lo faccio esattamente da maggio del 2007 – mi sento una vagabonda nel corpo e nella mente.

Ieri notte non sono riuscita ad addormentarmi tanto presto, nonostante sapessi che stamattina almeno alle 10 dovevo resuscitare chè si laureava la mia amica, e pensavo al fatto che mi mancava scrivere delle lettere. Quando ero piccola le scrivevo al fratello di mia nonna che abitava a Firenze, le componevo insieme alla mamma, le scrivevo io e poi le spedivamo. Lo zio era sempre contentissimo di ricevere letterine scritte da me (è morto quando avevo circa 11 anni), ma ero molto più felice io quando arrivava la lettera a casa perchè il fatto che il destinatario fossi io mi faceva sentire importantissima. E ora sì, mi manca scrivere e ricevere lettere. Parliamo tutti, chattiamo, ci telefoniamo, al massimo ci mandiamo le email e cosa resta? Niente. E’ diverso trovarsi in mano un foglio di carta scritto dall’altra persona, ci sono le parole formate dalla sua mano.

Dal pensiero delle lettere sono giunta poi ad un’altra riflessione. Pensavo al fatto che con lui (vi risparmio eventuali epiteti) non ho problemi a parlare, sa esattamente cosa sento, cosa provo e cosa voglio, ma a volte sento talmente tante cose dentro di me che mi piacerebbe tirarle fuori tutte insieme, magari scrivendole, perchè parlando, se penso che mi ascolta divento viola e m’impapocchio (l’ho detto altrove, che mi fa completamente andare in tilt). Scrivere tutto, insomma. Poi però penso che diventerebbe una specie di copia di un (uno qualsiasi) libro di Fabio Volo (questa forse non la sapete: DETESTO Fabio Volo), tutta piena di cose zuccherose che farebbero venire il diabete ad entrambi. Quindi sono portata più a dimostrare che a parlare.

Ti direi che a volte mi sento esplodere il cuore e di quanto sono felice mi metto a piangere come una scema…
Ti direi che in questi anni mi hai fatta crescere e senza di te sarei stata un’altra persona…
Ti direi che pur non vedendoti quasi mai, ti sento continuamente vicino a me…
Ti direi che la sera in cui m’hai baciata per la prima volta tutto il resto del mondo s’è annebbiato…
Ti direi di quanto amo la tua delicatezza quando mi parli e il senso di protezione che mi fai avvertire quando mi caccio nei pasticci…
E ti direi tante altre cose, ma le sai già.
Forse non c’è neanche bisogno di dirle.

I think I love you better now.

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15 thoughts on “Nelle lettere si scrive di se stessi

  1. Vedo che un po’ tutti stiamo rincorrendo cose legate al passato: i “miei” ragazzi all’oratorio che giocano con fervore a briscola e dama, donne che recuperano punto croce, maglia e uncinetto, voglia di scrivere lettere non digitali. Mi sa che il futuro freddo e robotizzato deve aspettare ancora… 😉
    P.s. Che carina con il tuo ragazzo! ^^ È bello avere dei sentimenti da far esplodere sulla carta…<3

    1. Sì! Alla fine io sono molto tradizionalista, la troppa tecnologia mi spaventa un po’, anche perchè non la capisco appieno. Che paragone può esserci tra una lettera scritta a mano e una gelida email?

      p.s. è lui che è fantastico 🙂 probabilmente non gli scriverò mai nulla a mano, chissà, ma alla fine sono cose risapute 😛

  2. Di mente vagabonda ne so qualcosa 😉
    invece per quanto riguarda le lettere, mancano molto anche a me. Ricordo che quando ero più piccola adoravo collezionare carta da lettere; e ne avevo di diversi tipi, colori, persino profumi! Scrivevo alle amiche che avevo conosciuto in colonia e con le quali – non so come – ho completamente reciso i rapporti. Davvero non riesco a ricordare come la corrispondenza sia scemata… 😦
    in ogni caso, anche se inutilizzata, quella carta da lettere è ancora custodita nel mio cassetto, in attesa – chissà – di essere rispolverata…

    1. Anch’io amavo la carta da lettere con fantasie diverse! Un giorno mi comprarono la macchina da scrivere di Barbie e nella scatola c’era la carta da lettere tutta rosa con la B di Barbie, e mi ricordo che mi piaceva tantissimo. Ma è finita 😦 Adesso me ne rimane un bel po’ di una specie di set da scrittura che un amichetto mi regalò tanti anni fa. 🙂

  3. Avere tra le mani una lettera scritta ha tutto un altro valore. L’emotività nel momento in cui ci si esprime è sicuramente più contenuta, al contrario, quando scriviamo può capitare di lasciarsi andare dalla troppa enfasi. Però concordo con te nel ricordare o provare tutta la felicità e lo stupore di ricevere e leggere una lettera. Mi è capitato anche negli ultimi anni di scrivere parole, e di scriverle alla persona che amavo e viceversa di riceverle. La sensazione è ben diversa dal ricevere una mail, e poi in quel caso le cose poi si “complicano”, ma non credo si debba necessariamente sembrare sdolcinati. Potremo apparire demodé… Ma è bello scrivere lettere

    1. E se siamo demodè possiamo andarne solo fieri, direi! A me piace molto scrivere, e ancor di più mi piace scrivere a mano (figurati che la prima parte della tesi di laurea la scrissi a mano, fu la prof. a dirmi di passare subito al word ahahahah).
      Io non amo le troppe sdolcinatezze, anche se forse ci sono cascata in pieno. Ma io ho sempre fatto una differenza tra sdolcinatezze, che per me sono quelle frasette vuote e banali, e le cose che diciamo perchè viviamo qualcosa di intenso. Io spero di trasmettere queste ultime, perchè quello che ho è parecchio intenso.

  4. Io ho una calligrafia terribile. Pensa che quando ero ragazzo dovevo scrivere le lettere d’amore in stampatello perché se no si capiva una cippa.
    A me la tastiera mi ha salvato !!!!

  5. Ricevere una lettera è bellissimo come bellissimo è scriverla. È bello il gesto dello scrivere sulla carta, della scelta della penna, piegare, imbustare. Una volta si leccava busta e francobollo. Io sono una fanatica della carta e della penna convertita alla tastiera. Quando ero piccola (ai tempi dei dinosauri ) sul Topolino c’era una rubrica di lettere che invitava alla corrispondenza. Cominciava così ‘Caro amico di penna e di piuma’ fantastico!

    1. Che cosa carina, non lo sapevo!
      Io non ho mai avuto amici di penna, ma c’erano molti miei compagni a scuola che avevano una corrispondenza regolare con persone all’estero, anche per esercitarsi nella lingua. Mi sarebbe piaciuto tanto, ma forse per pigrizia non l’ho mai fatto. Ora a volte vado nelle chat straniere 😛

  6. Ma perchè ti giudichi a priori? Magari lo zucchero ,compreso di rischio diabete, a “iddru” piace. Ma non dovevi lasciarti andare? Meno rigida…DAI!

  7. Nell’ultima frase è racchiuso tutto; le cose più importanti, se si ha vicino qualcuno che è davvero in sintonia con noi, non c’è bisogno di dirle….
    Un saluto.

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