Riflessioni semiserie

Apatia, portami via

Premetto che ho il televisore fisso su RTL e nonostante ci sia il concerto di Gigi D’Alessio in diretta non riesco a cambiare canale. Questo per farvi capire il livello di apatia a cui mi trovo in questi giorni.

Non ho voglia di fare nulla, ho saltato pure diverse giornate di lezioni (non ci ho perso poi molto: un prof spiegava facendo un riassunto del libro e l’altra è inconcludente). L’unica cosa che mi ha gasata un bel po’ è stata ieri una conferenza tenuta da una professoressa sivigliana sul sessismo linguistico che mi ha tenuta per ben tre ore concentrata sull’argomento. Per il resto, nella mia testa c’è il caos: pensieri, progetti, desideri, preoccupazioni e nostalgia.
Ma sono proprio le preoccupazioni che mi corrodono il cervello al momento, più di tutto il resto. Sono perplessa su alcuni aspetti della vita futura che vorrei e che penso avrò, soprattutto considerato che non ho fratelli, sorelle o cugini di primo grado. Tantissime cose un giorno ricadranno su di me, e bisogna imparare a fare tante cose, perché l’idea di farmi trovare impreparata dalla vita mi fa inorridire.

Ne ho parlato nei dettagli ieri con un’amica, e mi sono tranquillizzata, infatti ieri notte sono riuscita a dormire, a differenza della notte tra domenica e lunedì, che ho interamente passato in bianco facendo unica tirata fino a lunedì notte. Poi ne ho parlato molto alla lontana stasera con una tizia che non conosco realmente. Ma come mi è venuto in mente? A volte parliamo dei fatti nostri con gente che non c’entra nulla. Ma in fin dei conti questa non ha capito nulla di quello che ho detto (per rispondermi “non sarai sola, avrai tanti amici con te”, fidatevi che non aveva capito ‘na mazza di niente) e quindi il problema è risolto.
Certi discorsi devo farli con il mio ragazzo, che capisce tutto dopo che ho detto solamente mezza parola, ma non voglio trasmettergli le mie ansie, già ha le sue. Ad ogni modo, quello che mi fa più impressione è il non riuscire a parlare con l’amica a cui solitamente dico tutto. E’ la classica persona a cui se dici che ti si chiude lo stomaco per l’ansia ti risponde “magari hai mangiato qualcosa che ti ha fatto male”, e capite bene che a volte è irritante parlare ed essere totalmente fraintesi.

Speriamo di ritrovare presto la tranquillità.

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15 thoughts on “Apatia, portami via

  1. Rtl che trasmette un concerto di quel tizio, beh e ‘ vergognoso, musicalmente parlando. Per il resto, i pensieri viaggiano, siamo noi che non abbiamo imparato a volare.;) Ciao Vale

  2. Non mi ricordo bene la frase ma dice: una battaglia incerta porta alla vittoria. 😀 Certe cose avvengono così d’improvviso che non necessitano di nessuna preparazione, quanto più di buona volontà e profonda onestà con se stessi e gli altri, quindi crescere e avere tutto sulle spalle è per forza preoccupante (sono figlia unica anch’io) ma tante volte succede che tutto si risolve è sembra solo un caso prima di accorgersi che per il risultato ottenuto si può ringraziare il duro lavoro e la Grazia Divina che ha dato una mano. Capisco cosa vuoi intendere, anch’io un giorno avrò tutto sulle spalle. Sto esercitandomi a fare le spalle larghe (io che arrivo a scanso al 1,50 m ^^’), perché so che diversamente potrei non avere aiuto (e ho cugini a iosa…)

    1. Eheheh qua diciamo “u mortu stissu ‘nsigna a chianciri” (il morto stesso insegna a piangere), nel senso che quando la vita ti mette di fronte a certe situazioni volente o nolente impari a fare le cose. Vorrei solo non essere totalmente sprovveduta. Facciamoci forza, su!

  3. Posso dirti che anch’io un domani sarò nella tua stessa situazione?? talvolta pure io mi sono fatta prendere da queste ansie.. ma poi le ho cacciate via in fondo alla scatola delle ansie sperando che non si ripresentassero più fino al momento opportuno, talvolta ritornano e io le ricaccio giù.. mi dico “pensa al presente, per il futuro ci sarà tempo”…
    Alla fine non sai cosa potrà accadere in futuro magari la situazione che ti si prospetta ora sarà cambiata in meglio.. insomma non sarà nera come la vedi tu ora.
    Certo il mio comportamento è un po’ il fuggire dalla situazione ma mi rendo conto che se inizio a pensare a queste cose me ne prediligo molte altre… che per cervi versi un domani non ci saranno più.. perciò vivo nel presente… e un soluzione per il domani la troverò sicuramente.
    Fai bene a parlarne perché ti aiuta a sfogarti e a vedere le cose con occhi diversi… molto spesso sentiamo di aprirci con chi non conosciamo perché in quel momento quella persona ci da delle sicurezze o perché con uno sconosciuto ci sembra tutto più semplice…
    ecco se poi i consigli non sono più che azzeccati.. beh è il rischio! però sono sicura che comunque l’aver parlato con qualcuno un po’ di giovamento te lo da, se non altro quel peso che ti opprime sarà diventato più leggero…

    un forte abbraccio
    Lely

    1. Non pensarci può essere un’idea, ma io non ci riesco, preferisco affrontare questi pensieri fino a quando non si esauriscono, anche se mi hanno logorata.
      Ad ogni modo sì, la mia amica (quella con cui ho parlato per prima, e che è una ragazza davvero in gamba) mi ha detto che il suo ragazzo, che io conosco, è in una situazione simile alla mia, e mi ha fatto capire un po’ di cose. Già il peso si è alleggerito molto, forse questo momento sta passando. Intanto cerco un po’ di farmi le ossa.
      Un abbraccio a te, Lely!

  4. se posso, cara Valentina, non è che dagli altri pretendi degli standard qualitativi, nell’ascolto, nei pensieri, nelle capacità di parlare e di scrivere, nell’intelligenza, che magari tu sei in grado di avere ma mediamente gli altri non possiedono?
    Eppure credimi, spesso le menti semplici vivono più serenamente.
    Gli anglofoni dicono Take it easy 😉
    besitos
    syl

    PS: chiedo venia per il tono da grillo parlante

    1. No, per pretendere non pretendo. Più che altro preferisco parlare con chi afferra al primo colpo la questione. Non che gli altri siano stupidi, per carità, ma essere fraintesi o semplicemente non capiti è stressante.
      Poi che male ci sarebbe? Stiamo con quelli che ci assomigliano di più, e coi quali abbiamo più cose in comune.

        1. Sì ma il confronto lo fai quando c’è qualcuno in cui trovare qualcosa da confrontare. Se non c’è niente che lo fai a fare? Per chiedere A e avere risposto B? Della serie “come ti chiami?” – “bene grazie”.

    1. Ogni tanto si toglie l’iscrizione, wordpress non è affidabile! Io ho trasferito tutte le mie iscrizioni su Google Reader, molto meglio!
      Sì, dai, il momento sta passando 😉
      Un bacio!

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