Riflessioni semiserie

Dovunque sei, mi manchi

L’anno scorso quando dopo la villeggiatura sono tornata a Palermo mi sono fatta tutta la strada in lacrime pensando che non avrei visto la mia bimba per tutto l’inverno. Mi guardava mentre me ne andavo, con quei suoi occhioni verdi magici. Mi guardava e io pensavo che il giorno dopo sarebbe venuta a cercarci dietro la porta-finestra e avrebbe trovato le serrande abbassate e nessuno in casa. Poi l’ho vista qualche volta in inverno, quando, come facciamo spesso, siamo andati a vedere l’orto e a prendere le arance, e lei contentissima mi aspettava lì e faceva le fusa.

Adesso è qualche mese che Mucina non c’è, dopo 4 anni che è stata sempre qui con noi. L’altro giorno siamo arrivati qui in villeggiatura come ogni anno e lei non c’era. Non ho visto il suo musetto rosa, non ho visto i suoi occhi, non ho sentito il suo miagolìo. Niente.

Non so se sia altrove o se non ci sia più.

La casa è vuota senza di lei. E sento anch’io un gran vuoto dentro di me, come se mi avessero strappato il cuore. Io guardo fuori in continuazione nella speranza di vederla apparire da un momento all’altro, ma sono consapevole del fatto che non apparirà.

Ciao bimba, mi manchi da morire.

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10 thoughts on “Dovunque sei, mi manchi

  1. Non ho mai avuto animali in casa (purtoppo 😦 ) ma fino al 2003 ho avuto a che fare con una gatta del vicino di mio nonno: BIrba. Era un nome riduttivo in confronto a quanto era bella! 😀 Il nostro primo incontro l’ho descritto in Seven Things se ti ricordi. Ancora adesso faccio fatica a capire che è morta…
    Un :*

    1. Io ne ho avuto anni fa una in casa, è morta nel 2005 e ancora non mi sono ripresa (per farti capire quanto le ero affezionata).
      Questa stava qua in giardino, non dentro casa, ma fuori, così aveva la sua libertà. Comunque viveva dentro il mio giardino. Una volta, due anni fa, è uscita ed è tornata dopo due settimane con dei buchi sulla schiena che erano dei denti di qualche cane che l’ha azzannata. Comunque poi è guarita ed è stata bene.
      Ora è proprio sparita. La speranza di rivederla ce l’ho sempre, ma sappiamo bene che fine può avere fatto.
      Io amo tutti gli animali, e ho amato tutti i gattini che sono passati dal mio giardino negli anni, ma lei è la seconda micetta (dopo quella che avevo in casa) a cui io mi sia affezionata in questo modo. Figurati che quando le parlavo mi rispondeva e ormai chiamava me, mia madre e mio padre in modo diverso: io mimìmi, mia madre ma-mà (forse sentiva che la chiamavo mamma e imitava) e mio padre mumà. Sembra stupido, ma credimi che se l’ascoltavi diceva davvero così.
      Il distacco è sempre brutto, è come se se ne andasse via una parte di te.
      Grazie 🙂

      1. Di nulla. Però mi dispiace tantissimo. 😦
        Ci credo davvero che vi chiamasse uno per uno. E un dolore non da poco…
        Un altro :*

  2. Tu l’hai abbandonata a ripetizione e io spero che lei abbia trovato finalmente una vera casa. Scusami ma le lacrime di coccodrillo non le sopporto. Quando ci sei le dai forse da mangiare, quando te ne torni a casa tua lei che fa? Deve essere pronta a fuseggiare quando ti fa comodo? Scusami ma non capisco.

    1. Martina, mi sa che hai frainteso.
      Io non l’ho abbandonata, le ho lasciato da mangiare sempre, ci andavo spesso e mio padre ci è andato quasi ogni giorno quest’inverno. La casa in cui sto in estate dista circa 7 km da quella in cui sto in inverno, quindi è vicinissimo. Non avrei mai potuto portarla con me, perchè non si sarebbe mai fatta mettere dentro il trasportino e non avrei mai potuto toglierle la libertà che aveva qua perchè ci era nata. Non parlarmi di abbandono perchè le cose non stanno affatto così, per favore.
      Non sono lacrime di coccodrillo.

      1. Ti chiedo scusa. Ma da quello che hai scritto non avevo capito. Io ho 4 gatti tutti raccattati dalla strada e altri li aiuto come posso. I randagi fanno una vita infame.

        1. Tranquilla. Comunque qui ci sono tutte ville con giardino, e un’unica stradona, non correva pericoli. C’è solo un cane randagio che è tanto furbo e feroce che si fa fregare da sotto il naso dai gatti il cibo che una tizia gli mette. L’unico di cui poteva aver paura era quello della villa qui accanto, che non esce per strada, e che una volta che lei è andata là l’ha morsa sul popò. Poi si è levata il vizio e non è più andata in quella villa.
          A casa (quella invernale) non posso tenere gatti, nonostante lo vorrei tanto. Li amo, vorrei avere tutti i gatti del mondo, ma dopo questa vicenda (https://aliusetidem.wordpress.com/2011/04/27/6/) mio padre mi ha dato il divieto più assoluto di averne altri dentro. Non potremmo reggere un altro distacco come quello.
          Comunque i gatti se la passano sempre molto meglio dei cani.

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