Riflessioni semiserie

Una vita fa

La settimana scorsa ho trovato su uno scaffale i diari di scuola degli ultimi due anni del liceo e ho deciso quindi di rileggerli.
Intanto c’è da dire che sono pieni di foto, cartoline e cose appiccicate dentro o attaccate con le graffette, quindi lo spessore di entrambi è aumentato a dismisura. Sono, poi, pieni di disegni, di scritte e di cose che oggi non saprei come definire. Cioè, so di non essere un particolare genio, ma non pensavo di aver mai toccato quei livelli di stupidità. Ma ero davvero così a 16-17 anni?

A parte il fatto che ho trovato citate per compleanni ed uscite persone che non ho la minima idea di chi fossero, ma… chi ero?

Ero una ragazzina che cercava di prendersi il suo posto e di farsi uno strano stile di vita. Discoteca il sabato, amici di qua e di là, amici che però c’erano solo per uscire. Ma non per colpa loro, bensì perchè io mi limitavo a quello. Quello è stato il periodo in cui ho fatto le più grandi stupidaggini. D’altro canto però c’erano tutti i compiti in classe segnati, con i voti accanto, voti alti. Era un po’ il diario del Dr Jekyll e di Mr. Hyde. Poi c’erano pure intere giornate raccontante e interi pezzi in cui commentavo situazioni, facendo anche nomi di gente che oggi non so chi sia; ma non si capisce assolutamente nulla, perchè forse non volevo che si leggessero i dettagli. Allora perchè scrivevo queste cose in un diario che chiunque poteva leggere?

E’ stato un duro colpo, ma poi ho trovato qualcosa di sorprendente: intorno ai primi di maggio dell’ultimo anno (2007) le cose iniziano a cambiare, io cambio argomenti, cambio linguaggio e inizio a cambiare tutto. Poi quando dico che lui mi ha fatta crescere sbaglio?

E poi sono rinata.

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32 thoughts on “Una vita fa

  1. Anche io conservo i diari in un cassetto, però ancora non li ho sfogliati attentamente. E’ passato troppo poco tempo 😉 Però, per quel poco che ricordo, c’è una differenza abissale tra il diario del primo e quello del quinto superiore: nel primo caso pagine e pagine sono piene di dediche e “scritte” a caratteri cubitali di qualunque genere (di solito il mio nome o soprannome, ma a volte anche roba del tipo “love”, “sea”, “school”.. :shock:); nel diario di quest’ultimo anno mi sono limitata ad annotare compiti, verifiche, scadenze. Insomma, molto più formale. Il mio estro creativo e poetico (sìcertocomeno) si sfogava su qualche altra pagina 😉

    1. Anche io avevo quel tipo di scritte! Oppure pezzi di canzoni supermielose e stupidissime! Mamma mia…
      Comunque mi sono rimasti solamente questi due diari, gli altri credo siano stati buttati tutti e un giorno verranno buttati via anche questi 😛

  2. Odio i diari scolastici che all’inizio dell’anno hanno dimensione e forma normali e alla fine hanno più l’aspetto di una fisarmonica! Sei stata brava, Valentina (e anche tu, veronica) se ti sei annotata ANCHE i compiti. 🙂

    E i libretti personali? Quando li prendo per controllarli, sembra che, almeno alcuni, abbiano superato, non indenni, due guerre mondiali, qualcuno anche qualche pioggia monsonica. 😦

    1. Ahahaha i compiti per casa li scrivevo a matita e poi un paio di settimane dopo li cancellavo per scrivere tutte quelle stupidaggini con le penne colorate. Le verifiche e le interrogazioni invece le scrivevo col pennarello e mi annotavo i voti accanto, per ricordarmi e fare la media.

      I libretti personali? Cosa sono? Io non ne avevo.

      1. Come non sai cosa sono ❓ Qui al nord ( 😉 ) esistono da più di vent’anni. Proprio perché i diari hanno altre funzioni, diciamo più ludiche, la scuola fornisce i libretti personali per le giustificazioni delle assenze, i permessi di entrata e uscita, le comunicazioni scuola-famiglia e per prendere nota dei voti che poi dovrebbero essere controllati dai docenti. Dico “dovrebbero” perché quest’anno ho 100 allievi: t’immagini controllarli tutti? Io mi arrendo.

        1. Ahhhhh! Ma ce l’avevo anch’io!
          Scusami, sono veramente rimbambita! Quando hai scritto “libretto personale” ho pensato subito al libretto che ora ho all’università. Quello lo chiamavo “libretto delle giustificazioni”. E il cervello poco fa non so dove fosse.
          Comunque l’ho sempre usato solo ed esclusivamente per le giustificazioni; i voti, le comunicazioni ecc non li ho mai messi lì.

      2. No, io i compiti scritti a matita li ho sempre odiati! Mi davano l’idea di scarsa serietà… Mentre in quanto alle penne colorate, il mio diario ne era l’esplosione! Il mio astuccio era il più rifornito tra tutti e così le mie penne colorate facevano il giro della classe senza mai tornarmi come le avevo prestate: rosicchiate, consumate, rovinate in altro modo etc.
        Per i voti solitamente utilizzavo una tabella che realizzavo nelle prime pagine del diario e che riempivo di volta in volta, mentre i libretti delle giustificazioni, come Valentina, li usavo esclusivamente per assenze o uscite anticipate. Una cosa che mi infastidiva era il fatto di doverli cambiare annualmente: ma perchè se i miei erano, alla fine dell’anno, praticamente nuovi? Sarei potuta andare avanti tutti e cinque gli anni con lo stesso libretto e la stessa fotografia. Almeno le foto della “me” più piccola erano migliori di quelle attuali! 😛

        1. “le mie penne colorate facevano il giro della classe senza mai tornarmi come le avevo prestate: rosicchiate, consumate, rovinate in altro modo etc”

          Anzi che ti ritornavano!!! 😆
          Io li scrivevo a matita proprio per poi cancellarli e lasciare spazio per le varie scritte colorate. Mamma mia che cose sceme! Ahahah
          Anche io avrei potuto usare un solo libretto, a parte il penultimo anno che, non so cosa mi fosse successo, ho fatto un bel po’ di assenze, nella seconda parte dell’anno mi scocciava veramente tanto alzarmi e andare a scuola. Non so perchè, forse ero particolarmente stanca.

        1. Io avrei preferito non leggerle e quindi non ricordare com’ero in quel periodo! Ahahaha a volte è meglio che certe cose cadano nell’oblio!

  3. I miei diari si capiscono perfettamente, infatti questa cosa mi preoccupa un po’. Rileggerli, perché a volte li rileggo, mi fa uno strano effetto. Come se davvero non mi ricordassi di essere stata così “stupida”, così pronta a volere bene a tutti, anche a quelli che, poi l’ho scoperto, non lo meritavano.

  4. Evidentemente funziona cosi; un giorno prendi una decisione e pum! Cambia tutto. Ma poi la stupidera (come la chiamiamo qui) è normalissima in quell’età, non che sana direi 😉

  5. Conservavo tutto. Vivevo di ricordi. E i cinque anni delle superiori li ricordo sempre con moltissimo piacere 🙂 Ho appena scritto in un altro commento che proprio ieri, dopo 15 anni, sono andato nella mia vecchia scuola per richiedere un’informazione in segreteria. E’ stato bello tornarci 🙂
    Questa premessa per dirti che di quel periodo conservavo tutto, ovviamente diari compresi.
    Negli anni successivi mi è capitato di rileggerli e ho avuto le tue stesse sensazioni 😀
    E, all’improvviso, è arrivato il giorno in cui ho deciso di liberarmene…
    Ma non perchè non ci tenessi a conservarli ancora… Semplicemente, come spesso dico da qualche anno, è inutile avere scatoloni e scatoloni di ricordi del passato. Per i ricordi belli bastano solo due scatole: quella cranica e quella toracica 😉

    1. Io ci sono tornata l’anno scorso per ritirare la pergamena del diploma, ma per fortuna non ho incontrato nessuno!
      Hai ragione, certe cose è meglio ricordarle piuttosto che ritrovarsele davanti.

  6. @Vale:
    Cose sceme ed oscene! Non riesco a capacitarmi di come abbia potuto essere così stupidina…ma che avevo in testa? Le farfalle?
    Per la questione assenze, ho avuto una mamma che le monitorava meglio di me e non le tollerava molto: quindi non esagero nel dire che in tutte e cinque gli anni avrò fatto un qualcosa come venti giorni d’assenza.

    1. Ahahahah e vabbè, alla fine erano cose innocenti! Per fortuna!
      Io non facevo molte assenze, in ogni caso mia madre non mi è mai stata molto addosso, anche perchè non ce n’era bisogno. Insomma, non ero una che odiava andare a scuola e che faceva di tutto per non andarci, anzi! A volte il solo pensiero di perdere una spiegazione e dover copiare gli appunti dagli altri per recuperarli mi faceva entrare nel panico. Ma il quarto anno ho avuto un calo incredibile, anche se tutto ciò non ha intaccato i voti e la media, perchè quelli sono sempre rimasti ottimi. Non so, ero sempre stanca, avevo molto sonno, e forse ero anche un po’ giù. Non saprei, è stato un periodo.

  7. Anch’io conservo ancora i vecchi diari scolastici e ogni tanto mi diverto a rileggerli. E’ divertente (e a volte imbarazzante) vedere i cambiamenti che ho fatto durante quegli anni… ma suppongo che tutti ci siamo passati, in un modo o nell’altro 🙂

      1. Questo è poco ma sicuro! E pensare che mi sentivo così matura a quei tempi, rispetto ad alcuni miei coetanei… Sfogliando quelle pagine invece mi aggorgo che ero proprio un’adolescente fatta e finita.

        1. E’ la stessa cosa che ho pensato anch’io!!! A volte siamo così convinti di noi stessi che dobbiamo far passare un po’ di tempo e guardare indietro con gli occhi delle persone che siamo diventate col passare del tempo, che poi sono (siamo) persone completamente diverse.

  8. Se potessi avere davanti la 16 che son stata mi prenderei a schiaffi! scelte, amori, modo di parlare…cosa posso fare gli ormoni!?
    Poi, son tornata normale. Ma i diari li conservo, per i posteri più che per me! 😀

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