Sproloqui

Dopo qualche anno

Nel 2006, alla fine del mio quarto anno di liceo decisi di ottenere una certificazione d’inglese, in particolare cercando di innalzare di 3 punti il livello che avevo raggiunto in terza media. Per fare l’esame che mi avrebbe dato il certificato mi sono rivolta ad una scuola di lingua che già frequentavo da un anno perchè avevo deciso di studiare spagnolo privatamente (dato che a scuola non lo facevano). Questa scuola mi disse che avremmo dovuto fare qualche lezione preparatoria con uno dei responsabili, giusto per capire come si sarebbe svolto l’esame, su quali punti si sarebbe concentrato l’esaminatore di Brighton e tutto il resto. Una decina di lezioni, va. Non le feci da sola, ma insieme ad un ragazzo e una ragazza che dovevano sostenere i colloqui rispettivamente per un livello inferiore e uno superiore al mio. La ragazza era brava, un po’ per i fatti suoi, invece col ragazzo feci amicizia. Io avevo 16 anni, lui ne avrà avuti circa 4 più di me, non di più. Si scherzava, si giocava (niente di più perchè mi pare di aver capito che non fosse proprio interessato alle donne), e devo dire che abbiamo anche stemperato l’ansia pre-colloquio. A quell’epoca (sono solo 7 anni, ma è come se fosse un’epoca remota) io mi affezionavo molto facilmente alle persone, e mi ricordo che giocando giocando mi diede un nastrino prima del colloquio e lo conservai. Poi dopo qualche anno l’ho perso, ma non è quello il punto.
La cosa che mi dispiace è che poi non siamo rimasti in contatto perchè quella persona mi divertiva.

Oggi pomeriggio andando in palestra sono passata davanti a questa scuola di lingue (passaggio obbligato) e davanti a me camminava un tizio ben vestito, giacca, cravatta, ecc, con la valigetta in mano. Nel senso opposto arriva un tizio che lo saluta, lui si ferma, io lo supero, mi giro e… chi era? Lui. Ovviamente cresciuto ma l’ho riconosciuto.

Non so se si ricorda di me, sinceramente non credo. Poi io ho quella sindrome del “non ti saluto perchè non so se ti ricordi di me, in fondo so di non essere indimenticabile, quindi poco male, e non ti saluto proprio perchè se non ti ricordi di me ci faccio una figura del bip, mentre invece se ti ricordi ci faccio la figura della maleducata… tra le due cose…”. Poi anche se si fosse ricordato magari non mi avrebbe neanche riconosciuta, perchè in 7 anni sono cresciuta e cambiata, anche se mi dicono che in faccia sembro più piccola dell’età che ho. Però mi ha fatto piacere rivederlo.

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13 thoughts on “Dopo qualche anno

  1. Ma lo sai che soffro anch’io della stessa sindrome? Che poi non so se capita anche a te, ma poi mi pento di non essermi buttata. Tanto un “Mi dispiace ma non mi ricordo di te” non è mica la fine del mondo!

    1. Si vede che è una sindrome diffusa.
      Anch’io mi pento, ma non riesco a buttarmi! Poi però quando mi salutano gli altri (parlo di gente che non vedo da molto tempo, che ho frequentato per poco o con cui non ho rapporti stretti, quindi in maggioranza colleghi di università di anni passati, visti poche volte) mi dico “che carino/a, si ricorda di me!”. Anzi dal secondo anno della triennale è successo che mi salutava un sacco di gente, anche chiamandomi per nome, e magari ero io a non ricordami, ma mi sentivo famosa ahahaha

  2. Idem con patate -.- Temo che l’altra persona possa prendermi per svitata o qualcosa di simile, quindi evito di prendere l’iniziativa. A meno che gli sguardi non comunichino il “riconoscimento”, cioè il fatto che entrambi abbiano afferrato le reciproche identità. Allora magari azzardo pure 🙂

  3. Pensavo di essere l’unica a farmi mille paranoie prima di salutare qualcuno: “E se non si ricorda di me?” “E se non gli/le interessa salutarmi, se non ci tiene?” “Se gli/le sto sulle balle?” “Se lo/la disturbo?”
    Bene…in un certo senso mi consolo 😀

  4. Io ancora peggio; il più delle volte sono convinta d’infastidire una persona con il mio saluto quindi il tasso di presunta maleducazione aumenta 😆

  5. Ecco perchè i rapporti tra le persone sono così complicati: ci facciamo troppi problemi!
    Lui ti divertiva, eri dispisaciuta del fatto di averlo perso di vista, il “destino” lo mette sulla tua strada e tu che fai? Passi oltre ?
    Davvero uno strano comportamento; forse, inconsciamente, c’era ben altro che volevi evitare …
    Un saluto e buon fine settimana!

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