Riflessioni semiserie

Ci sono arrivata anch’io, alla fine

Io alle cose ci arrivo sempre tardi. Nella mia vita certi traguardi (che poi non sono traguardi, ma esperienze che prima o poi facciamo quasi tutti) li ho raggiunti dopo gli altri perché ho sempre avuto bisogno del mio tempo per riflettere e capire ed evitare, quindi, di sbagliare inutilmente. Alle cose devo prepararmi bene, sapere come funzionano, prima di trovarmi spiazzata. Ad esempio, il primo bacio l’ho dato a 17 anni, intendo il primo bacio vero, anche se poi neanche mi è piaciuto troppo, ma non dipese da me. Qualche bacino a stampo a 14 anni, ma niente di particolare, e poi più nulla fino ai 17. Scelta personale, non lo volevo. E questo è un piccolo esempio solo per dire che anche in tutti gli altri ambiti ci ho messo un po’ più degli altri (tranne nello studio, là ho stracciato tutti).

Tra tutte queste cose, ci ho messo tanto tempo a crescere e capire che vivo nel mondo reale. Alla “veneranda” età di 24 anni (ora ne ho 25, ma parlo di quando ho cominciato) ho capito che non volevo più fare la bambina e nascondermi. Bugie non ho voluto dirne mai, perché non le so dire e soffro di sensidicolpite acuta. Potrò vivere in santa pace e alla luce del sole la storia col mio ragazzo? E questa storia è davvero importante. La colpa è mia, sì, perché sono sempre stata così riservata da abituare tutti quelli intorno a me in un certo modo. E infatti neanche adesso voglio sbandierarlo ai quattro venti, perché ho certi parenti che… lo so già, meglio farli stare zitti. Sono riservata e non voglio mischiare amore e famiglia nel senso di stare sempre insieme, anche se comunque in questa situazione non sarebbe possibile. Vorrei solo poter dire “parto e lo vado a trovare da sola” senza che mi si facciano mille problemi perché “una ragazza… da sola…”. Mica vado in una comune in mezzo ai drogati o agli hippie! Con tutto il rispetto per gli hippie. E per i drogati, ma un po’ meno.

Mamma sa tutto, non è un problema. Il problema è papà, che è abbastanza all’antica, ma non credo così all’antica. Alla fine, non avendo mai avuto un ragazzo ufficiale (della serie “voi lo sapete, non vi preoccupate”), non ho mai sperimentato questa consapevolezza collettiva e magari questi miei pensieri sono solo ipotesi sbagliate causate dall’ansia. Ma prossimamente ne vedremo delle belle.

Dicevo che mamma sa. Sì, e questo rapporto con Andrea, oltre a farmi bene da ogni punto di vista perché era di questo che avevo bisogno, mi ha avvicinato molto anche a lei. Io, che non le dicevo quasi mai nulla di me, adesso mi trovo a confrontarmi su tanti argomenti che non pensavo neanche di trattare con lei. Ovviamente le mie cose più intime restano mie, non gliele racconto di certo, perché neanche lei vorrebbe saperle, ma ci stiamo scoprendo. O meglio, io sto scoprendo che lei è stata giovane come me tanti anni fa, e lei che io sono una donna e non più una bambina. Queste cose le sapevamo anche prima, ma non fermatevi alle parole appena scritte, andate oltre, ad ogni tipo di significato che vi è contenuto. So che ho un’alleata, e per me è importante.

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16 thoughts on “Ci sono arrivata anch’io, alla fine

  1. Basta prendersi il proprio tempo e non correre. Per me anche è iniziato tutto piuttosto tardi, ma ora sono più felice che mai. E non rimpiango nulla, sebbene qualcuno mi dica che ho bruciato le tappe. Non c’è un tempo preciso per fare delle determinate esperienze, non c’è un “troppo presto” o “troppo tardi”. Bisogna sentire che sia il tempo giusto, è soggettivo.

    1. Ognuno ha il suo personale percorso di crescita, se certe tappe le abbiamo proprio saltate non è per forza un male. L’importante è stare bene con se stessi, no? 🙂

  2. Anche in questo posso dire di capirti. Avere una famiglia per metà siciliana e per metà napoletana non è stato facile. Mia nonna sicula, poi, era dell’Ottocento, figurati. Per non farla lunga, io alla tua età ero sposata, dopo sei anni di fidanzamento, e la prima “vacanza” che ho fatto da sola con lui è stato il viaggio do nozze. Non che le cose fossero diverse nella sua famiglia: mia suocera era istriana, quindi del Nord, ma aveva la mentalità ancora più arretrata di quella della mia famiglia meridionale doc.
    E’ bella la complicità fra madre e figlia. Purtroppo io non l’ho mai avuta e mi sono riavvicinata a mia mamma solo da qualche anno. Comunque non ha mai smesso di dire la sua, ogni cosa io faccia, dica, pensi … 😦

    1. Sai, spesso tra nord e sud non c’è tutta questa differenza. Io ho una parente di Gorizia e, in quanto ad arretratezza specialmente nei confronti delle donne, ne ha raccontate spesso di cotte e di crude.
      Alla fine mio papà non è così arretrato, ma è sicuramente molto più chiuso mentalmente rispetto alle altre persone. Ad ogni modo non ho 13 anni e non credo neanche di essere una che fa cose strane, anzi li ho abituati fin troppo bene. Sono sempre stata brava, tranquilla e non ho mai dato problemi.
      I genitori la loro la dicono sempre, e tu sei mamma, lo puoi capire. Non è una critica, sono considerazioni e consigli spesso posti male.

  3. Ma com’è che questi padri son tutti precisi? Perché hanno sempre questi comportamenti assurdi con le figlie femmine e con i maschi no? A me questo mi fa andare in bestia….
    I padri in genere non sanno costruire un rapporto confidenziale con le proprie figlie…perché?…..

    E invece quanto bene farebbe non solo ai figli ma al rapporto di tutta la famiglia…
    Scusa, pensieri che volevo esternare avendone sentite davvero di tutti i tipi…

    Bene essere complici con la propria madre…ed è un bene che tu decida che vuoi fare…che lo sappiano o no i parenti o altro. La vita e tua e le scelte, pure.

    Buone cose
    Ciao
    .marta

    1. Perché la femmina forse è spesso considerata più scema del maschio. Con me questo non succede perché se mio padre mi desse la minima sensazione di considerarmi cretina, andrei su tutte le furie e glielo farei capire per bene, ma prima la donna era considerata quasi incapace di intendere e volere, completamente alla mercé del maschio. E poi la donna rischia sempre più dell’uomo. Ti faccio un esempio: oggi non più, ma se tanti anni fa un uomo e una donna non sposati avessero dormito insieme sarebbe stato sacrilegio, sicuro avrebbero fatto qualcosa di peccaminoso, e se ci fosse stato il pasticcio quella a pagarne di più le conseguenze sarebbe stata lei. Perché che cosa vanno a pensare? Se due dormono insieme, per forza fanno chissà che. Parole sante quelle che mi disse una volta mia mamma: “per certe cose non c’è bisogno di partire, o di una stanza d’albergo, se uno una cosa vuole farla, la fa ovunque appena ha l’occasione, basta essere accorti e avere la consapevolezza di ciò che si fa”.
      Anzi non lo disse a me, lo disse al poliziotto che (per tornare all’articolo di qualche tempo fa sulla messa a fuoco) mi aveva riportata a casa con la volante perché quando ho accompagnato un ospite in albergo pensava che mi avesse circuita e violata. Cose da matti.
      La vita è sicuramente la mia e, scelte giuste o sbagliate, la conduco come meglio credo.
      Ciao!

      1. Non penso che la motivazione sia perché la ritengano più scema, piuttosto perché pensano che sia un “oggetto di loro proprietà”. Magari sbaglio io…
        Certamente questo valeva nei tempi addietro…ma non più di tanto.
        Si vedono in giro padri (e anche madri poche a dir la verità) che sono piuttosto gelosi con tutte le donne della famiglia. Tranne le altre. Le altre sono femmine ….
        Mai visto/sentito un padre spiegare un po’ di sessuologia anche elementare o che consegni un preservativo…mai!

        Per il resto al giorno d’oggi le preoccupazioni dei genitori dovrebbero essere uguali per entrambi i sessi….altroché!

        La vita é tua su questo non v’è dubbio e penso proprio che cercherai di spiegarlo al meglio.
        E poi hai una grande alleata 🙂

        Ciao

        1. No, non è geloso lui. Purtroppo il suo grave difetto è quello di pensare a come lo giudicano gli altri. Per esempio, se io faccio qualcosa di strano, “e poi gli altri che devono dire???”.
          No no, spero che non si metta mai a parlare di sessuologia, sarebbe troppo imbarazzante, per me. Io sono una di quelli che sostengono che la famiglia in questo non dovrebbe impicciarsi, le cose dovrebbero spiegartele altrove. Io ci sono arrivata tardi anche per questo motivo, in quell’ambito, perché ho voluto prima di capirci qualcosa, non essere una totale sprovveduta che era rimasta al video degli orsetti innamorati che si scambiano i fiorellini, visto in terza elementare. Scuola di suore, e facevamo educazione sessuale. Bohhhh! Ahahahah

  4. Mia cara…
    Ti capisco.
    Ti capisco quando dici della tua intimità e della paura che, dicendo le cose, possano uscire dei problemi.
    Quello che ti dico è: a volte le cose non stanno esattamente come noi le possiamo immaginare, goditi la tua storia e fregatene: sei abbastanza grande, emancipata ed indipendente per essere felice come tu vuoi.
    So che non è semplice…lo so bene…

    1. Non è proprio il fatto che possano uscire dei problemi. Mi darebbe fastidio il fatto che ne possano parlare i parenti, anche in maniera innocente, tipo “ah sai, Valentina sta con uno di fuori, chissà chi è, che fa, perché, per come…”, ecc.. Non è sparlare, ma anche il solo parlare mi urta.
      Hai ragione, le cose non stanno sempre come ce le immaginiamo, magari mi sto facendo problemi io e invece andrà tutto liscio. Chissà!

  5. Ciao, Valentina.
    Ognuno ha i propri tempi. E’ stato già detto, ma è giusto ripeterlo perché a volte non tutti rispettano chi decide, per ragioni sue, di essere più “lento” di altri nel compiere determinate esperienze.
    Pensa che io sono stata addirittura insultata per questo, e parecchio anche, ma me ne sono altamente fregata, perché non avevo alcuna intenzione di piegarmi a fare ciò che non volevo solo per accontentare gli altri. Perché mai avrei dovuto violentare la mia personalità? Solo per rendermi gradita e sentirmi accettata da alcuni cretinotti senza cervello e da certe oche giulive con cui non mi sarei messa a sedere neanche a tavola?
    Non sono pentita di essere stata me stessa e se tornassi indietro rifarei tutto ciò che ho fatto.

    Per il resto, auguri per la tua storia e, sì, prima o poi anche tuo padre dovrà accettare il fatto che non sei solo la sua bambina. 🙂 Ma magari l’accetterà con più tolleranza di ciò che puoi pensare tu ora.

    1. Addirittura insultata? SI vede che la gente che insulta è convinta di essere un modello di perfezione al quale ti devi ispirare, e se non lo fai sei sbagliata. Meglio essere sbagliati a questo punto.
      Ti ringrazio, probabilmente, come ho già detto, la sto facendo più dura di quanto non sia in realtà.

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