Passioni · Riflessioni semiserie

Picco di autostima che andrebbe registrato nel Guinness World Records

Stavolta vi risparmio i miei pasticci in cucina, perché a parte dei muffin light cioccolato e cocco e la torta in tazza non c’è stato niente di nuovo o esaltante. Le cose si mettono un po’ meglio, ho passato ben sei giorni senza dare di matto, mi sto impegnando davvero e posso pure riuscire ad eliminare il nervosismo dalla mia vita, forse. Non completamente, ma almeno un po’, dato che comunque ne fa le spese chi proprio non dovrebbe. Non so che cosa mi è successo, non sono riuscita a fare cose che dovevo fare perché non ho avuto e ancora non ho totalmente la forza per affrontare delle novità, che quindi passeranno al nuovo anno, dopo le vacanze. Ma non voglio incavolarmi per ogni cosa, se la gente non mi risponde subito dopo che io ho inviato un messaggio, se mi cade una penna per terra o per qualsiasi altra stupidaggine. No, i problemi non voglio crearli. C’è qualcosa che mi ha destabilizzato, ma bisogna farla passare e darci un taglio.

A questo proposito ieri (che sarebbe venerdì, anche se voi state leggendo in un altro momento) ho finalmente passato una bella giornata, che è cominciata bene ed è finita bene. Iniziamo dalla serata, che ho passato con degli amici e una ragazza (che non ho ben capito di chi fosse amica) di Torino, a cui abbiamo fatto assaggiare delle specialità sicule. È stata bella innanzitutto perché sono stata tranquilla, ma anche perché ho fatto una nuova amicizia, o forse dovrei dire che mi sono innamorata di questa creaturina, incontrata fuori dalla trattoria, che fuseggiava, mi si è strusciata addosso continuamente e mi voleva acchiappare la mano (senza artigli, ma solo per giocare, perché è una brava signorina). Che dite? Non è meravigliosa? Se la chiamavo veniva pure!

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Si vede che è una micetta yeah, vero? Va sullo scooter! E poi ci siamo fatte la fotina insieme, e devo dire che è una modellina, davvero fotogenica!

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Ma comunque quello che mi ha fatta riflettere moltissimo è stato il pomeriggio. Adesso vi spiego. Come ogni giorno sono andata in palestra al solito orario, ma siccome eravamo solo in tre (e le altre non erano particolarmente portate per i balletti) abbiamo fatto una lezione di aerobica parecchio anomala. Abbiamo messo una musica diversa e abbiamo tentato di ballare in maniera più femminile. Inutile dire che in questa impresa siamo capitate quelle più impedite che ci potevano essere in palestra, ma comunque ci abbiamo provato. Io parlo per quello che riguarda me: è stata una rivelazione. Io sono una persona che col proprio corpo ha un rapporto sbagliato, io non mi sono mai piaciuta molto e siccome non sono piccola ed esile – ma, anzi, sono una che “si nota”, perché sono abbastanza ingombrante – la cosa è complicata. Quando ero più piccola e ho iniziato a svilupparmi, usavo magliette e pantaloni larghi perché non si notassero i cambiamenti del mio corpo. È ovvio che a tutte le donne prima o poi cresca il seno, che i fianchi prendano una certa forma, che le gambe siano più o meno lunghe, ma io mi vergognavo soprattutto nei confronti dei maschietti, quindi mi coprivo come potevo. Poi non s’è potuto coprire più nulla e quello che c’è c’è.

Ritornando a ieri, ho capito che ovviamente non è uno sculettamento che ti fa essere femminile, ma personalmente devo dire che una mezz’oretta di questa cosa mi ha aiutato a prendere coscienza di me stessa. Essere femminile non significa essere volgare, se sei una donna non puoi soffocare la tua femminilità perché ti vergogni di avere una quarta o una quinta di reggiseno, non puoi metterti i pantaloni larghi perché vuoi camuffare il sedere: non devi vergognarti di quello che sei, mai! Non è una cosa che faccio spesso, probabilmente non lo rifarò, ma in quell’ora di “danza” (che danza non è, ma una cosa del genere) io davanti allo specchio mi piacevo, mi vedevo diversa, mi guardavo e pensavo “oggi mi sento bene, ho tutto al posto giusto, non sono poi tanto una schifezza”. Ovviamente per conquistare un livello di autostima accettabile devo fare ancora molta strada, questo è niente, e non sono convinta per niente di essere miss universo, ma è stata davvero una bella cosa.

Ed è buffo che per arrivare a questo (il mio ragazzo mi ha sempre fatta sentire bellissima, me lo ha sempre detto ma io sono una che risponde “dici questo perché mi ami e mi vedi in modo diverso”) ci sia voluto il mio istruttore gay, cioè un uomo a cui comunque, di noi, non fregava nulla in quel senso. Non mi sono sentita neanche grassa, anzi ho pensato che avere la carne nei punti giusti e non essere una totale stecchetta magari non è proprio un male. Ogni tanto possiamo darci un taglio e piacerci, ma per me chissà quando succederà di nuovo! Spero presto.

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6 thoughts on “Picco di autostima che andrebbe registrato nel Guinness World Records

  1. Riflessioni condivisibili, cara Valentina. Quando scrivi cose così mi rivedo, forse non alla tua età ma un po’ prima, sempre insoddisfatta, mai convinta dei complimenti, seppur sinceri. Ricordo che la prima volta in cui ho notato il ragazzo che poi sarebbe diventato mio marito (dopo sei anni di “fidanzamento”!), lo feci perché mi disse che la mia maglia color pesca mi stava molto bene. Ecco, quella fu la prima volta in assoluto in cui mi convinsi che fosse un complimento sincero. Forse perché lui, quella volta, non mi interessava minimamente. 🙂
    Negli anni ho buttato o regalato molti capi d’abbigliamento ma quella maglia è custodita in una scatola in cui ho riposto maglie e abiti che mi ricordano momenti particolari della mia vita. ❤

    Buona domenica.Un abbraccio.

    1. Ciao Marisa!
      Quando qualcuno ti fa un complimento pensi sempre che te lo faccia perché ti vuole bene o per gentilezza, ma molte volte la gente è sincera e ti dice le cose senza alcun motivo, come quel vecchietto che ho incontrato per strada una decina di giorni fa.
      Conserva quella maglia, è un bellissimo ricordo 😉

      Ma come stai con il braccio? È passato tutto?
      Buona domenica a te!

      1. Il braccio va così così. Ho tolto il tutore una decina di giorni fa e i dolori sono aumentati. Va molto a giornate, comunque, anche se la notte regolarmente dormo poco e male, mi sveglio e poi non mi riaddormento, insomma un supplizio. Domani inizio il primo ciclo di terapia e sono terrorizzata perché se già ho male, da domani ne avrò il triplo. 😦 Sarà una cosa lunga, dicono, minimo tre mesi per riprendere forse al 100% ma non è nemmeno detto. Più che altro sono stufa, sono agli arresti domiciliari per la visita fiscale e anche quando esco un’oretta, torno a casa stanchissima e mi passa la voglia di uscire. Ci vuole pazienza e io, com’è noto, ne ho pochina.

        Grazie per esserti ricordata del mio braccio.
        Un bacione.

  2. Di solito chi si ama e si sente bella viene percepita dagli altri in modo positivo; penso che a fare bella una persona è l’anima, quello che prova, quello che suscita standole vicino. Tutto questo da una foto non si può intuire … ma se parliamo semplicemente di estetica, dalla foto mi sembri davvero una bella ragazza! 🙂
    Buon Natale.

    1. Hai ragione, bisogna prima di tutto stare bene con se stessi e volersi bene, cosa che per me è abbastanza difficile. Ma ogni tanto faccio qualche piccolissimo progresso.
      Ti ringrazio, buon Natale anche a te!!!

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