Riflessioni semiserie

È normale? #2

Seconda puntata della serie È normale?
Protagonisti: sempre gli stessi, io e la mia amica.
Argomento: rapporti con il tuo ragazzo e le famiglie .

Come sapete io sono per le cose separate, una cosa è la mia famiglia, un’altra il mio ragazzo. Un’altra ancora la sua famiglia. La mia amica sta da anni con un ragazzo, va a casa di lui e passano pomeriggi e serate insieme ai suoi, oppure lui va a casa di lei e mangiano tutti insieme allegramente. Ecco, per me una cosa del genere sarebbe assurda, perché non porterei mai a casa lui quando ci sono i miei, né andrei a casa sua per stare con i suoi. Io sono fatta così, credo dipenda da ognuno di noi. Lei mi risponde: “È normale. Un giorno sarà la tua famiglia”.

Allora, innanzitutto io non ho intenzione di sposarmi, o almeno non ci parto col presupposto che siccome stiamo insieme e ci amiamo ci dobbiamo sposare. Quella è una cosa che se verrà, verrà col tempo e non voglio pensarci né fare progetti. E poi no, per me non sono come degli zii, sono la sua famiglia, non la mia. Ma che c’è di male a ragionare diversamente? Perché dobbiamo tirar fuori sempre la questione “è normale/non è normale”? Che cosa è normale? Quello che fai tu e che fanno quelli come te?

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8 thoughts on “È normale? #2

  1. Non è questione di anormalità o normalità, dipende, come dicevi tu, dai progetti che la coppia fa insieme. È chiaro che una storia passeggera non viene nemmeno confessata alla famiglia, ma se si tratta di una relazione seria e duratura non ci vedo nulla di strano a coinvolgere la famiglia. Non voglio dire con questo che sia strano il fatto di chi non lo fa, però devo concordare con la tua amica sul fatto che diverrà inevitabile più avanti.
    A parte il rapporto stupendo che i miei hanno con Armando, considera che pure mio fratello che sta con la fidanzata da circa tre mesi già l’ha portata varie volte a casa e lei è stata a cena o a pranzo con noi. Lui ovviamente fa lo stesso con la famiglia di lei.
    Ripeto, la tua scelta non si deve assolutamente biasimare, ognuno è libero di vivere la propria storia come vuole, però se – come spero! – la tua relazione andrà avanti credo che anche i tuoi stessi genitori avranno piacere di conoscere la persona con cui ti frequenti. Diventa un meccanismo invertibile ad un certo punto. E fidati, la condivisione con il tuo partner della tua famiglia ti completa ancora di più.

    1. Io non amo mettere in mezzo la famiglia, preferisco non mischiare le cose. La relazione è seria, continuerà, ma per me questa cosa non esiste proprio. Ma pure coi miei amici, non è che andiamo a casa di qualcuno quando ci sono pure i genitori. Quello che mi dà fastidio è che questa persona deve mettere in mezzo sempre il concetto di normalità/anormalità senza capire che ognuno è fatto a modo suo e non esiste un’etichetta di normalità applicabile a tutto e tutti.

      1. Guarda, io non userei forse l’aggettivo “normale”, ma come ho scritto è qualcosa che accadrà, anche perché mi sembra che state insieme da un po’ quindi l’interesse da parte delle rispettive famiglie nel conoscere il partner ci sarà. Poi tu potrai sempre decidere di non concederti o non concedere lui, ma forse è anche sciocco, un po’ infantile. Io sono legata al mio ragazzo tanto quanto lo sono alla mia famiglia e far incontrare, conoscere e fondere le due cose che amo di più al mondo mi sembra meraviglioso! Ora io esprimo il mio punto di vista ed accetto che tu ne abbia un altro, quindi non vorrò certo farti cambiare idea. E’ solo un confronto 🙂 Ad ogni modo credo che mano a mano ti ammorbidirai anche tu e troverai un piacere immenso a far conciliare i due mondi 🙂

        1. In futuro si vedrà. Anch’io sono legata alla mia famiglia e ad Andrea allo stesso modo, ma forse li amo così tanto da volerli tenere separati per non rovinare nulla.

  2. Ciao, Valentina!
    La penso come te, nel senso che non esiste alcun concetto di ‘normalità’ applicabile a queste situazioni. In genere, si considera ‘normale’ qualcosa perché la maggioranza delle persone la fa. Ma il fatto che sia la maggioranza a farlo non significa che sia ‘normale’ o ‘giusto’ in senso assoluto, cioè che sia una norma di condotta cui conformarsi necessariamente.

    Per quanto mi riguarda (opinione personale), penso che, se un nucleo familiare è particolarmente invadente o sempre prevenuto e diffidente nei confronti degli estranei, sia meglio viversi la propria storia in maniera abbastanza riservata. Proprio quando una storia è seria, è meglio proteggerla un po’ dall’urto con una famiglia ingombrante o ‘difficile’.

    1. Romina, è proprio questo il punto! Non è che io sono anormale perché faccio una cosa che gli altri non fanno! Perché dobbiamo fare tutti le stesse cose per considerarci normali?
      Quello invadente può essere mio padre. Io tengo separate le due cose anche per proteggerle entrambe, hai usato la parola giusta, “protezione”, non le voglio mischiare.

Tu che pensi? Dimmi la tua :)

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