Riflessioni semiserie

Tommy

So bene – l’ho imparato da tempo – che la vita è così, che un giorno ci sei e un altro puoi non esserci, che niente e nessuno è eterno. L’unica cosa che non ho imparato è come gestire il dolore, come abituarmi a vivere un poco più serenamente il distacco. Giovedì ero particolarmente triste, sentivo che era successo qualcosa, e in più il mio Tommy non si vedeva. Sono stata per un giorno e mezzo a chiamarlo urlando il suo nome, perché quando chiamo “bimbi!” (hanno imparato che quando li chiamo così arrivano tutti) loro vengono subito, ma lui non c’era. Strano, mi sono detta, Tommy sta sempre qui sotto, non si allontana mai. Poi venerdì mattina sono andata a fare la spesa e l’ho visto, nell’angolino di un’aiuola, all’ombra, senza vita, con la boccuccia un po’ aperta e le mosche che gli si posavano addosso.

Fino a mercoledì era qui che giocava con i suoi fratellini più piccoli, li aiutava a crescere, insegnava loro gli agguatini, saltava e faceva le fusa. Era un tenerone, Tommy, sempre buono, dolce, appena ti avvicinavi a lui ti mostrava subito il pancino, ti faceva quelle fusa composte e ti guardava con quegli occhioni ambrati grandi, come se cercasse la tua approvazione. Che tu non potevi fare altro che dirgli “bravo, amore mio, sei bellissimo”. Tommy che abbracciava tutti con la zampetta mentre dormiva, soprattutto Nuvola, la sua sorellina, a cui era legatissimo.

Quando ho perso Pommina anni fa ho detto che forse quando prendi un pelosino è meglio prenderne di più, perché quando ne perdi uno percepisci meno il vuoto, ti distrai un pochino accudendo gli altri. Baggianate, non ci sono distrazioni che aiutino a colmare quel vuoto. Chiamo “bimbi!” quando è ora di mangiare, arrivano tutti e lui no. Lui manca. Lui non tornerà più.

Io lo so che la vita è così, ma è come se mi avessero conficcato un coltello nel petto e da giorni me lo spingessero sempre più in fondo con violenza. I miei occhi non ce la fanno più. A volte non riesco nemmeno a respirare. Lui aveva sei mesi solamente e adesso non c’è più, il mio cucciolo. Credo che il dolore sia come una galleria, la devi percorrere tutta prima di uscirne, non ci sono scorciatoie. E forse poi nemmeno ne esci completamente, perché ti resta sempre quel peso sul cuore, magari va diminuendo, ma resterà. Io in questa sofferenza ci sto annegando dentro, non riesco a farmene una ragione. E il primo che mi dice che era solo un gatto io lo picchio a sangue, senza se e senza ma. Prima o poi ce ne andiamo tutti, questi micetti chissà che vita farebbero da randagi se non stessero qui a casa con me. In giardino, ok, ma non sono randagi selvaggi, sono i miei bimbi e io sono sicura che almeno la loro vita è bella: hanno amore, cibo e un posto sicuro dove riposare. E sono strasicura che quel poco di tempo che Tommy ha passato in questo mondo, lo ha passato bene. Era un gattino felice.

Adesso ci sono gli altri nove da amare, anche se lui mi mancherà sempre. E mancherà soprattutto a Nuvoletta che adesso dorme da sola senza il suo fratellino.
Ciao Tommy, ti ho amato tanto e mi mancherai da morire, cucciolo mio.

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7 thoughts on “Tommy

  1. Cliccare su “mi piace” mi sembrava proprio inopportuno. Mi dispiace, invece, moltissimo. Non ho animali domestici ma comprendo bene quella sensazione di vuoto che si può provare in casi come questo. “Sono solo gatti”lascialo dire agli ignoranti,a quelle persone che non sanno cosa sia l’amore e non capiscono che si tratta di un sentimento dalle molte sfaccettature, una “corrispondenza” – per citare Foscolo – che non lega solo gli esseri umani ma gli esseri viventi.
    Ti abbraccio.

  2. Amo gli animali e non ho nessuno a casa (abito in un appartamento e ritengo che loro abbiano anche bisogno della loro libertà) ma capisco tutto il tuo dolore perché amare una creatura così che non ha nulla da darti se non il suo affetto in questo caso felino, è meraviglioso e quando finisce e altrettanto doloroso.

    Abbiamo molto da imparare dal comportamento degli animali. Per molte ragioni, dimentichiamo dove siamo, chi siamo, e cosa facciamo.

    Un abbraccio.
    Ciao.

    1. Hai centrato il punto, non ha nulla da darti se non il suo affetto. Loro mi danno un affetto infinito, un amore che non è fatto di parole, ma di gesti, di vicinanza, di comprensione. È un dolore terribile, spero che riesca a diminuire un po’.
      Ciao 🙂

  3. Ciao, Valentina!
    Mi dispiace molto e ti capisco bene. Gli animali sanno donare amore infinito e ‘disinteressato’, e i gatti – a proposito dei quali purtroppo, a volte, persistono alcuni sciocchi pregiudizi – sono animali speciali. Pensa che io ricordo ancora certe simpatiche marachelle che faceva il mio gatto bianco nella casa in appennino.
    Il tuo Tommy è stato sfortunato ad avere una vita così breve, però, nel contempo, è stato amato, e questa è stata invece una gran fortuna.
    Un abbraccio.

Tu che pensi? Dimmi la tua :)

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