Riflessioni semiserie

Ti posso chiamare?

Noi siamo il risultato delle nostre esperienze. Che noi ne siamo consapevoli o meno, siamo segnati da ciò che abbiamo vissuto e ci comportiamo di conseguenza.
Diversi anni fa sono stata in rapporti (vi evito tutta la storiella perché perfino a me non interessa ricordarla) con una persona che era sempre impegnata, che aveva sempre da fare, che non mi ha mai nemmeno fatto un regalo a parte un peluche che qualche tempo dopo è finito nel cassonetto degli abiti usati, e che spesso non era raggiungibile. Nemmeno fosse il primo ministro. Comunque, avevo sempre qualche dubbio quando dovevo telefonare a questo tipo qui, perché sicuramente sarebbe stato in riunione di qualcosa, con un cliente, o chissà in quale situazione in cui non poteva rispondere. Che poi erano tutte balle, ne ho la certezza.
Ebbene, il risultato è che adesso sono l’unica persona al mondo che perfino quando deve chiamare il suo ragazzo gli chiede “ti posso chiamare?”. Pure una mia amica mi ha fatto notare che non ce n’è per niente bisogno, ma non è un comportamento che ho scelto consapevolmente di adottare, sono venuta su così e per colpa di altri sono eccessivamente discreta e timorosa di disturbare il prossimo.

Forse dovremmo fare più autoanalisi e capire quali sono gli assurdi segni che la gente ci ha lasciato addosso e correggerci.

Bisognerebbe finirla qui.

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5 thoughts on “Ti posso chiamare?

  1. Si, forse è farsi troppi problemi, non ce n’è bisogno, se può rispondere okay, altrimenti troverà la chiamata persa 🙂 poi dipende dalla situazione: se so che è impegnato o sta lavorando, magari mi viene spontaneo chiedergli se si trova in un momento in cui mi può rispondere.
    Comunque è un automatismo un po’ come il chiamare “amore”, che una volta assimilato, ci manca poco che chiami anche gli altri così!

  2. Si, in parte è vero, ma credo che il predominio di tali comportamenti e reazioni sia legato al carattere della persona. Non credo molto nell’influenza del prossimo. Forse perchè per esperienza personale in molti anni e in molti rapporti sono rimasto nel bene e nel male più o meno sempre lo stesso.

    1. Pure io, di solito, rimango la stessa. Hai ragione, probabilmente io stessa sono portata ad essere eccessivamente discreta e mai invadente, però quella cosa mi ha segnato molto. Forse è l’ultima cosa di cui devo liberarmi per lasciar andare (al diavolo) quella persona.

      1. …Direi proprio di si. I ricordi dovrebbero stare in un archivio a parte, consultabile solo per rendersi conto di come siamo diventati successivamente.

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